05/05/2014, 00.00
LIBANO
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Patriarca Rai, "vergognosa" la campagna contro la sua visita in Terra Santa

di Fady Noun
Due giornali vicini a Hezbollah hanno criticato la prevista presenza a Gerusalemme del patriarca accanto a papa Francesco, parlando di "peccato storico". Polemica "non in buona fede", è "impensabile" che non possa accogliere il Papa che arriva nella sua diocesi.

Beirut (AsiaNews) - Il patriarca maronita Beshara Rai denuncia una campagna "vergognosa" che mira a dissuaderlo dall'accompagnare papa Francesco nel suo viaggio pastorale ad Amman (Giordania) e Terra Santa (Gerusalemme e Betlemme), in programma dal 24 al 26 maggio.

"La protesta non è necessaria" ha dichiarato oggi a Lourdes, dove accompagna il pellegrinaggio annuale dell'Ordine di Malta libanese, nel corso del quale, ieri, davanti a 25mila fedeli ha pregato per « un Oriente martirizzato e insanguinato, crocifisso sulla croce degli odi religiosi e degli interessi politici ed economici".

Quanto alla polemica, "il Papa - ha aggiunto - ci onora con la sua visita nella diocesi del patriarcato ed è normale che il patriarca lo accolga".

La Chiesa maronita, maggiore comunità cattolica d'Oriente, ha due distinte arcidiocesi tra Israele, i territori autonomi e la Giordania. La prima, che è un vicariato patriarcale, comprende Gerusalemme, la Palestina e la Giordania e la seconda copre il territorio dello Stato di Israele, secondo le frontiere precedenti il 1967.

"Sono cosciente - ha insistito il patriarca, precisando che non incontrerà personalità israeliane - che Israele è uno Stato nemico che occupa dei territori libanesi e rispetto le leggi libanesi". "Sono desolato - ha concluso con forza - di vedere che alcuni libanesi vogliono creare problemi dove non ce ne sono. I libanesi debbono stare tranquilli e smettere di alimentare questa discussione, ciò è vergognoso".

Il patriarca si riferisce a due giornali libanesi, vicini a Hezbollah e alla Siria, che sabato hanno criticato la prevista visita del patriarca in Terra Santa e in particolare a Gerusalemme. As-Safir in un articolo intitolato: "Peccato storico: Rai va in Israele" ha definito questo viaggio un "pericoloso precedente", affermando che questa visita "non servirebbe né al Libano e ai libanesi, né alla Palestina e tanto meno ai cristiani e al cristianesimo". Da parte sua Al-Akhbar ha scritto che un gruppo di politici libanesi cercherà di dissuadere il card. Rai dal visitare Gerusalemme, finché si trova l'sotto occupazione israeliana, poiché questa visita significherebbe una normalizzazione con l'occupante.

Alcune precisazioni sulla vicenda sono state fornite dal vicario generale del Patriarcato maronita, mons. Boulos Sayah, già vescovo in Terra Santa. Egli ha chiarito che il patriarca "andrà a Gerusalemme solo per accogliere il Papa" e che, senza tale occasione, non ci avrebbe mai pensato.

Mons. Sayah aggiunge che la campagna contro la visita "non è in buona fede" e che è "impensabile" che il patriarca maronita non possa accogliere il Papa a Gerusalemme e Betlemme. Ha ulteriormente evidenziato che il patriarca non passaerà da un aeroporto israeliano, ma andrà prima ad Amman, città dalla quale comincerà il viaggio papale, prima di andare in bus a Betlemme, prima di raggiungere Gerusalemme. Il Papa, invece, da Amman prederà l'aereo per Israele.

E dopo la partenza del Papa, il patriarca Rai andrà anche in Galilea, in particolare a Nazaret e Haifa, per visitare le parrocchie e la popolazione maronita, "come è suo dovere fare". "D'altro canto, è ciò che fa regolarmente il vescovo maronita che guida la dicoesi, senza che nessuno ci trovi da ridire".

 

 

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