27/09/2005, 00.00
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Patriarca Sfeir : Gli attentati producono "inquietudine mortale" nei libanesi

di Youssef Hourani

Beirut (AsiaNews) – Il Patriarca maronita Nasrallah Sfeir ha messo in guardia i libanesi dalle "conseguenze funeste" prodotte da una "inquietudine mortale" in cui il paese sta annegando dopo i recenti attentati. Egli ha esortato tutti i cittadini a pregare Dio e ritrovare fiducia in se stessi e nel paese.

Durante l'omelia tenuta a Bkerke il 25 settembre scorso, il card. Sfeir ha elencato i pericoli che incombono sul paese: "gli attentati sporadici che… fanno vittime e distruzioni; la discordia confessionale che minaccia di insinuarsi fra alcune comunità; le numerose domande sollevate dalla pubblicazione di un'inchiesta internazionale condotta da noi e altrove". I libanesi, egli ha aggiunto, sentono per questo "un'inquietudine mortale per la quale domandiamo a Dio di risparmiarci le conseguenze funeste".

Proprio domenica la giornalista May Chidiac, nota per le sue posizioni anti-siriane, ha subito un attentato in cui ha perso una mano e un piede. Una settimana prima a Jeitawi, un quartiere residenziale cristiano, è scoppiata un'autobomba che ha provocato perdite umane e materiali. La serie di attentati e uccisioni avviene in contemporanea con la conclusione dell'inchiesta internazionale Onu sull'assassinio dell'ex premier Rafic Hariri, ucciso da un'autobomba lo scorso 14 febbraio. L'inchiesta ha portato all'arresto di molte figure dei servizi di sicurezza libanesi legati a personalità politiche e militari siriane.

Anche durante il sinodo mondiale dei vescovi maroniti, conclusosi sabato 24 settembre, si è parlato di attentati che "mirano a colpire il Libano e la sua stabilità". I presuli hanno invitato i libanesi a "serrare le fila, ripudiare le divisioni attraverso un dialogo costruttivo" per far vivere e tramandare alle generazioni future quello che il defunto papa Giovanni Paolo II ha definito "il Libano-messaggio", cioè l'esperienza di convivenza democratica e libera fra cristiani e musulmani.

I vescovi hanno anche scelto i nomi di 5 sacerdoti che, dopo l'approvazione della Santa Sede, dovrebbero divenire vescovi di 5 diocesi attualmente vacanti: Tripoli (in seguito alla morte di mons. Jean-Fouad El Hajje); Saida (per la rinuncia di mons. Tanios El-Khoury); Damasco (rinuncia di mons. Raymond Eid), Cairo (rinuncia di mons. Youssef Dergham); Baalbek- Deir El- Ahmar (rinuncia di mons. Paul-Monged El-Hachem, nominato nunzio apostolico per i paesi del Golfo).

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