27 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 03/03/2006 11:43
IRAQ
Patriarca caldeo: "Nessun cristiano vuole lasciare l'Iraq per sempre"

Il patriarca Emmanuel III Delly ammette la "miserabile" situazione del Paese, ma sostiene che l'emigrazione tocca molto di più i musulmani: numerosi cristiani scelgono di rimanere e lavorano per essere costruttori di pace.



Baghdad (AsiaNews) – La "miserabile e tragica" situazione dell'Iraq porta ogni iracheno a desiderare un posto più sicuro, ma "quasi nessuno tra i cristiani vuole lasciare il suo Paese in modo definitivo" e l'emigrazione è un fenomeno che "tocca molto di più i musulmani". Nel susseguirsi di notizie su autobomba e attacchi a simboli religiosi nel Paese il patriarca caldeo Emmanuel III Delly assicura che non si può parlare di diaspora per la comunità cristiana locale. AsiaNews ha raggiunto telefonicamente il patriarca a Baghdad, dove oggi è in vigore un coprifuoco diurno per evitare nuove violenze nel giorno di preghiera.

Delly riconosce: "Molti emigrano a causa della gravissima situazione in cui tutti, a partire da me, viviamo e che in queste ultime settimane sembra peggiorata". "Si tratta di cristiani e musulmani, ma il fenomeno tocca molto di più questi ultimi". Allo stesso tempo il patriarca avverte: "Non dobbiamo esagerare".

Egli spiega che "numerosi cristiani scelgono semplicemente di andare al nord, più sicuro, nei loro villaggi d'origine, dove magari hanno ancora una casa e dei partenti". "Partono da Baghdad o Bassora e si trattengono per due settimane o un mese, aspettano che nelle loro città scenda la tensione e poi vi ritornano e riprendono a lavorare".

Secondo il patriarca "gli emigrati cristiani esistono ed è innegabile: molti cercano riparo in Giordania, Turchia, Libano, altri raggiungono i parenti negli Usa, in Europa". "Tutti vogliono avere un posto più sicuro, ma quasi nessuno - assicura - vuole lasciare la sua patria in modo definitivo, ad esempio chiedendo asilo politico in altri Stati" (la richiesta di asilo politico implica l'impossibilità di tornare al Paese di origine, ndr).

Il rappresentante della Chiesa irachena è convinto che "gli attacchi in atto in Iraq non sono contro i cristiani in quanto tali, la situazione è in generale per tutti tragica e forse di più tra i musulmani".

"La situazione è miserabile e difficile – sottolinea – ma lo è per tutti i iracheni". Per questo, spiega Delly, come "capo dei cristiani nel Paese difendo la mia comunità e cerco allo stesso tempo di lavorare per la pace, di trovare una via per la riconciliazione". E lo stesso impegno è espresso anche dai fedeli: "Molti vengono da me con il proposito di voler essere elementi di pace nel Paese, rifiutando le paure che spingono invece a partire. Dobbiamo difendere la libertà e il caos non è libertà".

A fine gennaio, in un incontro tra i leader religiosi cristiani del nord, si è ribadita la "generale situazione di pericolo per la comunità". Cifre esatte sull'emigrazione cristiana dall'Iraq non sono disponibili. Alcuni rappresentanti religiosi ritengono che da agosto a ottobre 2004 abbiano lasciato l'Iraq tra i 10 mila e i 40 mila cristiani. In tutto la comunità cristiana conta circa 800 mila persone.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
06/10/2006 IRAQ
Una campagna di terrore contro la chiesa caldea in Iraq
02/08/2004 iraq
Patriarca Caldeo: "Macerie e distruzioni ovunque, ma non ci abbattiamo"
27/10/2004 VATICANO - IRAQ
Papa: ricostruire e riconciliare l'Iraq
02/08/2004 iraq
Mons. Rabban: "È terrorismo straniero contro i cristiani e contro il nuovo Iraq"
di Lorenzo Fazzini
02/08/2004 Iraq
Cristiani in Iraq, una presenza millenaria (scheda)

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate