2 Settembre 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 20/06/2008
CINA
Pechino alza il prezzo della benzina, si temono proteste sociali
Con una decisione a sorpresa, il governo cinese ha alzato di oltre il 15 % il prezzo di benzina, diesel ed energia. Proteste fra i consumatori, mentre analisti sottolineano l’inutilità di questa manovra “se non sarà accompagnata da una razionalizzazione nel campo energetico nazionale”.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Con una mossa del tutto inaspettata, il governo cinese ha aumentato nel corso della notte il prezzo del petrolio e dell’energia. La decisione rischia di scatenare un’inflazione selvaggia e la conseguente protesta sociale. Immediata la reazione sui mercati internazionali: il prezzo del greggio è calato del 2 %, con gli investitori in attesa di vedere cosa succederà nel gigante economico a seguito di questa impennata di prezzi.
 
Il petrolio costa da questa mattina 6.980 yuan la tonnellata, mentre il diesel è arrivato a 6.520 yuan. Gli aumenti sono rispettivamente del 16,7 e del 18,1 %. L’emissione di energia è aumentata del 4,7 %, con un’eccezione per la provincia settentrionale del Xinjiang e per le zone colpite dal terremoto del maggio scorso. Per cercare di bilanciare il malcontento sociale, Pechino ha imposto un blocco al prezzo del carbone, che non potrà aumentare rispetto al prezzo di vendita odierno “fino a nuovo ordine”.
 
In realtà, questa misura pare del tutto inutile: il combustile fossile, infatti, viene usato esclusivamente dalle industrie e, in minor proporzione, nelle zone rurali del Paese da dove viene estratto. L’aumento del prezzo dei carburanti ha invece colpito con durezza la “fascia d’oro” del Paese (le ricche regioni meridionali) e le metropoli come Shanghai, dove già dalla notte una lunga fila di automobilisti ha preso d’assalto le stazioni per evitare di pagare il nuovo prezzo.
 
Il governo difende la manovra: secondo la Commissione per lo sviluppo nazionale e le riforme, essa “si è resa necessaria dopo l’aumento internazionale dei prezzi del greggio, che ha causato razionamenti e chiusure di industrie. L’appropriato aumento dei prezzi servirà a far crescere le riserve interne ed a promuovere la conservazione dell’energia”. Larry Grace, analista della Kim Eng Securities, fa però notare come “il governo perde 50 dollari per ogni barile di petrolio che acquista: la manovra può essere d’aiuto, ma senza altri provvedimenti sarà inutile”.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
07/03/2011 CINA
L’aumento del greggio costringerà Pechino ad attuare più giustizia sociale
02/02/2008 CINA
Wen Jiabao: sull’emergenza neve il peggio deve ancora venire
21/08/2008 CINA
Il duro autunno economico del “dopo-Olimpiadi”
30/06/2008 CINA
Più che dimezzata la crescita industriale cinese
21/09/2004 CINA
Salgono del 37% le importazioni di greggio

In evidenza
INDIA
Card. Toppo: Imparare dai tribali dell’India ad avere cura della terra e dei suoi abitanti
di Nirmala CarvalhoL’arcivescovo di Ranchi parla ad AsiaNews in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato (1 settembre). Nel Paese “più di un milione di tribali è cattolico, e nella nostra cultura noi rispettiamo la natura e ne celebriamo i doni”. Oggi “per essere veri testimoni di Cristo dobbiamo rispondere alla crisi ecologica attraverso una profonda conversione spirituale”.
VATICANO-IRAQ
P. Samir di Amadiya: Il Papa è la voce dei profughi irakeni
di Bernardo CervelleraIl sacerdote caldeo ha incontrato papa Francesco chiedendogli di tenere alta l’attenzione del mondo sui profughi cristiani di Mosul e della Piana di Ninive. Nella sua diocesi vivono 3500 famiglie cristiane e quasi mezzo milione di yazidi fuggiti davanti alle violenze dello Stato islamico. L’Isis non è tutto l’islam e vi sono musulmani che vogliono un Iraq della convivenza. I cristiani potrebbero emigrare, ma rimangono nella loro terra. I progetti di aiuto ai rifugiati: la scuola per i bambini, lavoro per gli adulti, una casa per ogni famiglia. L’appello di AsiaNews.
LIBANO
La Dichiarazione di Beirut: i musulmani in difesa della libertà dei cristianiLibertà di fede, di educazione e di opinione difese citando il Corano. Esse sono alla base dello Stato di diritto, che non deve essere uno Stato religioso. L’organo di riferimento dei sunniti del Libano condanna senza appello la violenza in nome di Dio. Il testo integrale del messaggio.

Dossier

Terra Santa Banner


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate