19/05/2006, 00.00
Cina
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Pechino minaccia gli avvocati: "Non aiutate chi protesta contro il governo"

Secondo le nuove regole, pubblicate dall'Associazione avvocati di tutta la Cina, i legali "non devono aiutare chi presenta o prepara petizioni per il governo o per il Partito".

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Il governo cinese ha annunciato nuove restrizioni per gli avvocati che in tribunale difendono i cittadini che preparano o partecipano a dimostrazioni pubbliche e li ha avvertiti ad evitare ogni contatto con organizzazioni ed organi di stampa stranieri.

L'Associazione avvocati di tutta la Cina – un corpo governativo che regola l'esercizio della professione forense nel Paese – ha pubblicato i "Suggerimenti per gli avvocati che accettano cause relative alle masse". Secondo l'opuscolo, gli avvocati che accettano casi del genere – su richiesta di dimostranti o di gruppi composti da dieci o più persone – devono "comunicare la loro decisione all'Associazione" ed "accettare il controllo e la guida delle agenzie di amministrazione giudiziaria".

A detta dell'rganismo queste regole sono necessarie per essere sicuri che questi casi, particolarmente sensibili, "non minaccino la stabilità sociale". "I casi di proteste di massa – scrive l'Associazione sul suo sito Internet – spesso riguardano cause sociali, economiche e politiche complesse ed hanno un impatto di diversa entità sulla società, che non può essere ignorato". "Per questo – si legge ancora – vi è un assoluto bisogno di regolare e guidare gli avvocati che trattano questi casi".

All'inizio dell'anno, il ministero della Pubblica sicurezza ha comunicato che nel corso del 2005 sono avvenute 87 mila fra proteste, dimostrazioni ed altri "disturbi dell'ordine pubblico": il dato rappresenta un aumento del 6,6 % rispetto al 2004.

Secondo Xu Zhiyong, professore di legge di Pechino che spesso rappresenta i cittadini cinesi delle cause contro i rappresentanti di governo e polizia, "il numero crescente di cittadini coinvolti nelle proteste ha presentato sempre più spesso le proprie lamentele davanti ai tribunali del Paese, aiutati da un numero esiguo, ma anch'esso in crescita, di 'bande' composte da legali ed attivisti per i diritti umani a tempo pieno". "L'obbligo di annunciare all'Associazione la decisione di difendere questi cittadini – dice – non farà altro che aumentare il numero di pressioni e problemi nei confronti degli avvocati".

Secondo le stesse regole, i legali non devono aiutare i cittadini ad organizzare o partecipare a petizioni di massa da presentare agli uffici del governo o del Partito comunista. Essi, infatti, "devono dimostrare un alto livello di responsabilità sociale".

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