08/05/2013, 00.00
CINA – COREA
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Pechino non ne può più di Pyongyang e gli chiude i conti correnti

La Bank of China blocca il flusso di denaro in valuta estera da e per la Corea del Nord. Diversi analisti concordi: “La pazienza della Cina è finita, ora fanno sul serio”. Fonte cattolica di AsiaNews: “Il regime dei Kim ha sempre ignorato la comunità internazionale perché aveva il sostegno di Pechino. Ora dovranno scendere a patti”.

Seoul (AsiaNews) - La Bank of China, colosso del settore bancario cinese in mano al governo di Pechino, ha chiuso il conto di un istituto di credito nordcoreano accusato dagli Stati Uniti di fornire la "copertura economica" per il controverso programma nucleare portato avanti da Pyongyang. Il gruppo cinese ha notificato ieri la decisione alla Foreign Trade Bank, la principale banca della Corea del Nord a operare in valuta estera: oltre alla chiusura del conto sono stati anche bloccati i trasferimenti di fondi.

La Cina non ha fornito alcuna spiegazione per questa decisione, che arriva alla fine di una lunga crisi internazionale scatenata dalle provocazioni militari portate avanti dal regime guidato da Kim Jong-un. Pechino ha votato a favore delle ultime sanzioni Onu contro il governo del Nord e sembra aver perso il proprio ascendente sul Paese, quasi del tutto isolato dal resto del mondo.

Il dragone asiatico è al momento in pratica l'ultimo alleato diplomatico e il maggior partner commerciale di Pyongyang. Tuttavia, proprio a causa della crisi militare innescata dal dittatore Kim Jong-un, la bilancia commerciale fra i due Paesi è calata di 7 punti percentuali nei primi 3 mesi del 2013: le importazioni cinesi dalla Corea del Nord sono saliti del 2,5 %, ma le esportazioni sono crollate del 13,8 %. La chiusura del conto bancario potrebbe significare che Pechino ha scelto la via economica per ricondurre Pyongyang alla ragione.

Una fonte cattolica, che opera sul confine coreano, spiega ad AsiaNews: "Questa decisione è gravissima per la Corea del Nord. Fino ad ora, i cinesi hanno sempre mantenuto in vita l'economia di quel Paese, ma ora non ne possono più. Pyongyang ha potuto ignorare il resto della comunità internazionale nel corso degli anni proprio grazie all'appoggio di Pechino. Ma ora le cose sono cambiate, e dovranno scendere a patti con il mondo".

Shi Yinhong, esperto di rapporti bilaterali alla Renmin University di Pechino, ne è convinto: "La Cina sta mandando un segnale forte al leader nordcoreano: è meglio che la smetta di ignorare le richieste cinesi e continui a provocare instabilità nella penisola coreana". Cui Zhiying, esperto della Tongji University di Shanghai, aggiunge: "La Cina vuole dimostrare di essere seria nell'applicazioni delle sanzioni decise dall'Onu".

 

 

 

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