18/12/2019, 09.33
EU-CINA
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Pechino: Con le buone o con le cattive, l’Europa deve commerciare con noi

Il ministro cinese degli Esteri Wang Yi afferma che Europa e Cina sono “partner” non “concorrenti”. Ma per l’accordo sugli investimenti è la Cina a non fare i passi richiesti dalla Ue. Le minacce dell’ambasciatore Wu Ken a Berlino.

Bruxelles (AsiaNews) – Il ministro cinese degli Esteri Wang Yi ha sottolineato ieri che Pechino vuole che l’Europa sia un partner commerciale, non un “rivale”. In un incontro con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel egli ha detto che “le due parti dovrebbero rafforzare la coscienza di essere partner” e mettere in chiaro che “non siamo concorrenti”.

Nel marzo scorso la Commissione europea aveva definito la Cina “un rivale sistemico” che approfitta della libertà di commercio esistente nella Ue per acquisire una “leadership tecnologica” e “promuovere modelli alternativi di governance”.

La Commissione europea domandava anche precisazioni e cambi di stile nella Belt and Road Initiative (Bri), la Nuova via della seta, perché andasse a vantaggio non solo delle imprese cinesi, come avvenuto finora, ma anche a quelle europee. E domandava pure una maggiore libertà negli investimenti stranieri in Cina.

Proprio un accordo sugli investimenti è ancora lontano dalla conclusione. La visita di Wang Yi in Europa vuole affrettarne la conclusione. Ma per la parte europea è proprio la Cina a non aver fatto progressi.

Nei suoi dialoghi con la nuova leadership europea, Wang ha anche domandato che la Ue “mantenga equilibrio e giustizia, emettendo giudizi ben informati e indipendenti sulla 5G”. Il riferimento è alle limitazioni in nome della sicurezza che diversi Paesi europei stanno attuando sull’uso del sistema di comunicazione 5G proposto dalla Huawei, sospettata di essere legata al governo di Pechino.

Proprio sul 5G in questi giorni in Germania vi è una forte polemica. La cancelliera Angela Merkel non ha messo al bando la Huawei, ma la sua decisione sta ricevendo molte critiche anche da membri della sua coalizione che invece vorrebbero bloccare il gigante cinese della comunicazione. Quattro giorni fa l’ambasciatore cinese a Berlino, Wu Ken, in un raduno organizzato dal giornale Handelsblatt ha dichiarato che “se la Germania prende la decisione di escludere la Huawei dal mercato tedesco, ci saranno conseguenze. Il governo cinese non rimarrà a guardare immobile”.

Pechino è critico verso la Germania per la posizione di quest’ultima in difesa del movimento democratico di Hong Kong e della popolazione uigura nello Xinjiang.

La fretta di Wang Yi di concludere l’accordo sugli investimenti si spiega anche con il fatto che da settembre 2020 sarà proprio la Germania a presiedere la Ue.

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