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» 20/08/2012
CINA
Pena di morte per Gu Kailai. Sempre silenzio su Bo Xilai
La sentenza è sospesa per due anni. Se Gu Kailai si comporterà bene, la condanna si tramuterà in ergastolo e forse potrà essere liberata per motivi medici. Due milioni di commenti sui blog cinesi. Quattro capi di dipartimento della polizia di Chongqing sono stati condannati alla prigione per aver nascosto le prove dell'assassinio di cui è responsabile Gu. La Gran bretagna apprezza che al processo non si faccia uso della pena di morte.

Hefei (AsiaNews/Agenzie) - Gu Kailai, la moglie di Bo Xilai, ex capo di Chongqing caduto in disgrazia, è stata condannata alla pena di morte dalla corte dell'Anhui per l'uccisione del faccendiere britannico Neil Heywood. La sentenza però è sospesa per due anni. Ancora una volta né i media, né la corte hanno citato il nome del marito, che fino a pochi mesi fa era considerato uno dei possibili candidati al Comitato permanente del Politburo, la cupola del potere in Cina.

La sospensione di due anni della sentenza indica che se Gu si comporterà bene, la pena di morte si tramuterà in carcere a vita e forse anche ridotta, fino a liberarla dopo alcuni anni.

Al processo, celebrato in poche ore il 9 agosto scorso, Gu Kailai ha ammesso di aver avvelenato con cianuro Heywood, ma ha affermato di averlo fatto sotto un grande stress perché il faccendiere - che aveva collaborato per lavori poco chiari con la famiglia di Bo - aveva minacciato la vita del figlio Gu Guagua. Il domestico di Gu Kailai, che l'ha aiutata nell'assassinio, è stato condannato a 9 anni di prigione.

Il verdetto su Gu chiude uno degli scandali più intricati nella storia del Partito comunista, a poche settimane dal Congresso che dovrebbe portare alle dimissioni di Hu Jintao e Wen Jiabao e al varo della Quinta generazione dei leader, con Xi Jinping e Li Keqiang come nuovi presidente e premier. Insieme, il Congresso dovrebbe portare alla ristrutturazione del numero dei componenti del Politburo. La caduta di Bo, anch'egli leader della Quinta generazione, è segno di una potente lotta di potere all'interno del Partito. Allo stesso tempo, la condanna di Gu Kailai senza implicare per nulla suo marito Bo - nella collaborazione all'assassinio, nel nascondimento del fatto, nella collaborazione economica corrotta con lo stesso ucciso - è un tentativo del Partito di salvare un minimo di dignità in un periodo di forti scandali e di disprezzo da parte della popolazione.

Non appena è girata la notizia della condanna di Gu, i blog cinesi si sono ripieni di oltre 2 milioni di commenti, criticando la sospensione della sentenza, primo passo verso la sua liberazione, magari per motivi medici. Come al tempo del processo, tutte le notizie che esplicitamente parlano di Gu e di Bo sono censurate.

Al processo contro Gu erano stati ammessi due diplomatici britannici. L'ambasciata della Gran Bretagna  a Pechino ha diramato un messaggio in cui essa applaude al fatto che "le autorità cinesi hanno investigato nella morte di Neil Heywood e processato coloro che sono stati identificati come responsabili".

Il messaggio sottolinea che la Gran Bretagna ha "reso chiaro con forza alle autorità cinesi che noi volevamo assistere a un processo conforme agli standard internazionali sui diritti umani e che non volevamo che fosse applicata la pena di morte".

Intanto, in un altro processo celebrato il 10 agosto, quattro capi di dipartimento della polizia di Chongqing sono stati processati per aver nascosto prove dell'assassinio di Heywood. Anche qui non è stato citato il nome di Bo Xilai, al tempo potente capo carismatico di Chongqing. I poliziotti sono stati condannati a pene da 5 a 11 anni di prigione.


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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