02/01/2004, 00.00
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Persecuzioni e minacce contro cristiani e buddisti

Washington (AsiaNews) – In un resoconto per l'anno 2003, la Freedom House, organizzazione per i diritti umani e religiosi con base negli USA, ha mosso pesanti accuse contro il governo di Hanoi. Il Centro ha citato una serie di persecuzioni attuate dalle autorità locali nei confronti dei cristiani Hmong.

Nei primi giorni di dicembre 19 poliziotti hanno distrutto chiese e abitazioni dei cristiani in 4 villaggi, che si trovano nel comune di Ta Tong, distretto Muong Te, provincia Lai Chau, nel nord-ovest del paese. Nella stessa provincia, riporta il Centro, le maggiori autorità locali hanno apertamente minacciato di morte tutti i leader cristiani. Oltre alle minacce, nel 2003 la polizia ha percosso a morte 3 cristiani Hmong, fra cui un bambino di 10 anni.

Compass Direct, un'agenzia di stampa californiana, citata da Freedom House, ha riportato che il 9 dicembre 2003, a Ho Chi Min City, la polizia ha inscenato un incidente con lo scopo di uccidere il pastore Nguyen Hmong Quang. Il pastore usciva da un incontro con Jean Geran, funzionario del Dipartimento di Stato americano. E' riuscito a salvarsi e a scappare, anche se gravemente ferito. La polizia ha tuttavia arrestato il suo collega, l'evangelista Pham Ngoc Thach, che guidava la motocicletta colpita nell'incidente. Thach è stato rilasciato dopo che un gruppo di fedeli, guidati dal Reverendo Quang, si è recato nella stazione di polizia per un sit-in ed una veglia di preghiera.

" Il fatto che il Reverendo Quang sia stato vicino a morire in un 'incidente' immediatamente dopo aver incontrato un funzionario del Dipartimento di Stato è un segnale evidente del disprezzo di Hanoi nei confronti della politica americana nel campo dei diritti religiosi" ha dichiarato Nina Shea, direttrice della Freedom House. "E' arrivato il momento  - ha affermato - di mandare un chiaro segnale al governo vietnamita sul nostro impegno affinché venga definito uno Stato che preoccupa la comunità internazionale."

Critiche al governo di Hanoi vengono anche dal mondo buddista, talvolta anche in modo drammatico. Thich Chan Hy, un monaco buddista vietnamita di 74 anni, si è dato fuoco il 24 dicembre davanti ad un tempio buddista a Charlotte, North Carolina. Il monaco, che ha passato molti inni in un lager in Vietnam, era giunto negli Stati Uniti nel 1991. In una lettera, resa pubblica dall'Ufficio Internazionale delle Informazioni Buddiste, ha spiegato il suo gesto:" Spero che il Vietnam possa godere della libertà di fede e religione. Spero che possa aprirsi ai diritti umani e alla democrazia. Mi sento inutile e inadeguato; faccio offerta del mio corpo, e spero che il mio appello venga udito". (VFP)

 

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