25/01/2012, 00.00
EGITTO
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Piazza Tahrir, la rivoluzione ha un anno. Abolito in Egitto lo stato di emergenza

Il capo del Consiglio militare, Hussein Tantawi, ha decretato la fine della legge trentennale che permetteva l’arresto e la detenzione senza processo. Liberati duemila attivisti condannati dai tribunali militari negli ultimi mesi. Fra di loro il blogger Maikel Nabil, dopo 130 giorni di sciopero della fame.
Il Cairo (AsiaNews/Agenzie) – Migliaia di persone si stanno dirigendo verso piazza Tahrir (che in arabo significa liberazione) dove già da ieri sera alcune centinaia di attivisti hanno piantato tende, nella pioggia, sventolando bandiere nazionali. I dimostranti vogliono celebrare il primo anniversario della rivoluzione "dei Gelsomini", che ha avuto in piazza Tahrir il suo centro espressivo. In precedenza il 25 gennaio era chiamato “Giorno della polizia” ed è stato rinominato “Giorno della rivoluzione” dal Consiglio supremo delle Forze armate. E proprio oggi il capo del Consiglio militare, il maresciallo Hussein Tantawi, ha annunciato che la legge sullo stato di emergenza verrà abolita. “Ho preso la decisione di porre fine allo stato di emergenza a partire dalla mattina del 25 gennaio 2012” ha dichiarato il militare. E ha aggiunto però che la legge si applicherà ancora nel trattare i casi di “teppismo” senza specificare il significato delle sue parole in maniera più chiara.

Lo stato di emergenza era in vigore da quasi 30 anni. Il regime di Mubarak ne faceva un uso largo e indiscriminato , tanto da essere di continuo criticato dagli organismi per i diritti umani. Lo stato di emergenza permetteva di aggirare il sistema giudiziario civile: chiunque poteva essere arrestato e incarcerato senza un processo. Anche il Consiglio militare che ha preso il potere dopo la caduta del Rais è stato criticato per aver fatto uso di questa legge controversa. Nei 30 anni di regime di Mubarak, duemila civili sono stati giudicati grazie allo stato di emergenza; nei dieci mesi di potere del Consiglio il loro numero è salito a 12mila.

Sempre nel primo anniversario della rivoluzione, il maresciallo Tantawi ha firmato un decreto per la liberazione di duemila persone giudicate dai tribunali militari. Fra di essi Maikel Nabil, (nella foto) 26 anni, un blogger condannato a due anni e a una multa da un tribunale militare nel dicembre 2011 con l’accusa di insulti alle forze armate, pubblicazione di notizie false e disturbo della pubblica quiete. Il blogger ha portato avanti per 130 giorni uno sciopero della fame, nutrendosi solo di acqua e latte.
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