24 Maggio 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  •    - Brunei
  •    - Cambogia
  •    - Filippine
  •    - Indonesia
  •    - Laos
  •    - Malaysia
  •    - Myanmar
  •    - Singapore
  •    - Tailandia
  •    - Timor Est
  •    - Vietnam
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 09/05/2017, 12.00

    INDONESIA

    Processo Ahok: ‘Sentenza influenzata dall’attuale situazione politica’

    Mathias Hariyadi

    “La politica ha interferito col processo legale”. “La decisione dei giudici pericolosa per lo sviluppo della legge e della giustizia nel Paese”. “Come può l’Indonesia definirsi ‘una nazione secolare basata sullo Stato di diritto?’”. “Le implicazioni della condanna vanno ben oltre le mura del tribunale”. “Verdetto socialmente ‘amichevole’ per i giudici”.

    Jakarta (AsiaNews) – A poche ore di distanza dalla condanna per blasfemia di Basuki “Ahok” Tjahaja Purnama, governatore cristiano di Jakarta, pubblichiamo i commenti e le reazioni di alcuni esponenti della società civile.

    Justina Rostiawati, presidente della Indonesian Catholic Women Association (Wkri) da Jakarta

    Sono molto delusa dalle conclusioni “distorte” cui è giunta la corte, nonostante il pubblico ministero chiedesse per Ahok una condanna a due anni di condizionale. La sentenza dei giudici è stata senza dubbio influenzata dall’attuale situazione politica in Indonesia. Se questa impressione fosse corretta, la decisione dei giudici sarebbe di fatto pericolosa per lo sviluppo della legge e della giustizia nel Paese. Nel procedimento penale contro Ahok, la politica ha interferito col processo legale. Cosa accadrà  ora? Il caso solleva il quesito se davvero siamo tutti uguali davanti alla legge. È fondamentale l'assunzione di giudici che si distinguano per integrità morale e non siano figure di parte.

    Lilik Sugianto, attivista musulmano di Nahdlatul Ulama da Batu, East Java

    Come può l’Indonesia definirsi “una nazione secolare basata sullo Stato di diritto” se Ahok, un cristiano di discendenza cinese, lavoratore incorruttibile che non accetta compromessi, viene dichiarato “colpevole” di blasfemia e politicamente “condannato” in un processo così ingiusto? Per la maggior parte dei cittadini e degli attivisti, quello di Ahok è un processo “creato ad arte” per giungere ad una condanna e al carcere. Tutti dovremmo essere uguali di fronte alla Legge, ma questo caso non lo dimostra. La legge è stata “plasmata” dalle pressioni sociali. Questo è un fenomeno pericoloso.

    Kika Ananto SH, avvocato di Semarang, Central Java

    È strano vedere la corte sforzarsi per provare a tutti i costi la colpevolezza di Ahok. Questo dovrebbe essere il principale compito del pubblico ministero. Giorni prima, tuttavia, il collegio dei giudici aveva affermato che non esistevano prove forensi che Ahok avesse offeso la religione. Eppure la corte ha avuto la forte ambizione di condannarlo. Agli occhi della Legge, questa sentenza potrà pure essere accettabile, ma non lo è dal punto di vista morale. La condanna è stata emessa secondo la coscienza personale del giudice, piuttosto che dalla coscienza morale, come in genere previsto.

    Estiari, casalinga di Jakarta

    Sono senza parole per quello che sta succedendo questi giorni in Indonesia. Sono riusciti a condannare Ahok, un uomo buono nella moderna società indonesiana. Spero davvero che negli anni a venire un “giovane Ahok” possa trovare incarichi strategici nel governo, con un’unica missione: servire il popolo.

    Arijanto, abitante di Jakarta

    Supremazia della legge? Follia. Questo non accade in Indonesia. La legge è orchestrata. Nel caso di Ahok la pressione sociale è stata reale e pesante.

    Yudo Prihartono SH, avvocato e attivista per AYP & Partners da Kudus, Central Java

    Le implicazioni della condanna vanno ben oltre le mura del tribunale, dal momento che questa appanna lo sviluppo della democrazia ed il benessere del popolo indonesiano. Se ci basiamo sul processo Ahok, in un futuro prossimo chiunque venga accusato di blasfemia potrà essere incarcerato, anche in assenza di prove convincenti.

    Dee, editore da Central Jakarta

    Ahok è un modello di riferimento per come ha cambiato in maniera radicale l'immagine del pubblico ufficiale: dal burocrate feudale al servitore dello Stato orientato al bene comune. Tuttavia, nella politica che in Indonesia persevera nel malaffare, egli è diventato una “vittima” dei cattivi politici, della burocrazia corrotta e dei legislatori ipocriti. Dobbiamo farci sentire per sollevare la nostra preoccupazione per questa ingiustizia sociale e politica.

    Koerniatmanto, professore di Giurisprudenza presso la UNPAR Catholic University di Bandung, West Java

    La sentenza è strana e comunemente chiamata “ultra petita”, il che significa che il verdetto è “più pesante” di quanto richiesto dai procuratori. Per il collegio dei giudici, tale verdetto è socialmente “amichevole” per motivi di sicurezza. Le folle arrabbiate non “attaccheranno” i giudici e Ahok sarà condotto in prigione in totale sicurezza.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    09/05/2017 08:53:00 INDONESIA
    Ahok condannato a due anni per blasfemia. Stupore e turbamento in Indonesia

    Il governatore di Jakarta è ora condotto alla prigione di Cipinang.  La condanna è più pesante delle richieste dei pubblici ministeri. Il caso ha diviso la nazione e ha dato vigore ai gruppi islamici radicali. Si accentuano i contrasti tra i movimenti radicali e i gruppi moderati. La situazione politica non è vantaggiosa per il presidente Joko Widodo.



    29/04/2017 12:22:00 INDONESIA
    Jakarta, manifestazioni pubbliche di affetto e gratitudine per Ahok

    I cittadini vogliono esprimere la propria ammirazione. Ogni giorno in migliaia si recano al municipio. L'area antistante il palazzo inondata da cartelli e decorazioni floreali. Non si fermano le iniziative dei gruppi islamisti radicali contro il governatore cristiano. Il 9 maggio prossimo il verdetto del processo per blasfemia. Ahok: “Diffamato e odiato a causa della mia fede e delle mie idee”.

     



    19/04/2017 12:17:00 INDONESIA
    Elezioni a Jakarta, sconfitta a sorpresa per Ahok. Vincono gli estremisti

    La vittoria di Anies Baswedan, candidato favorito delle associazioni islamiste più estreme. Ahok oggi ha conquistato solo il 42% circa dei voti, contro il 58% del suo rivale. Il voto popolare condizionato dalle manovre dei fondamentalisti.



    05/04/2017 12:54:00 INDONESIA
    Processo Ahok, ‘inammissibile’ il video che aveva incriminato il governatore cristiano

    Non potrà essere proiettato in nessuna delle prossime udienze. Il filmato modificato è ora parte di un procedimento penale contro il suo diffusore. Ahok offre le sue scuse per il caso di blasfemia orchestrato contro di lui. Non si fermano gli attacchi delle organizzazioni musulmane estremiste. Le forze di sicurezza arrestano cinque leader islamisti per tradimento.



    10/05/2017 16:40:00 INDONESIA
    La società civile: ‘Riscrivere’ la legge sulla blasfemia che ha condannato Ahok

    La sentenza contro il governatore cristiano solleva tensioni e polemiche. Il reato di blasfemia pretesto per esercitare pressioni sociali e politiche nei confronti dei propri avversari. Surya Chandra: “Nel collegio dei giudici nessuna indipendenza di giudizio”. Antonius Yudo Prihartono: “L’articolo 156a del Codice penale articolo di gomma”. Ismail Hasani: “Qualsiasi opinione o affermazione diversa da quella del Consiglio islamico può esser definita blasfema”.





    In evidenza

    VATICANO
    Papa: Il 24 maggio, uniti ai fedeli in Cina nella festa della Madonna di Sheshan



    Al Regina Caeli papa Francesco ricorda la Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina, instaurata da Benedetto XVI. I fedeli cinesi devono dare il “personale contributo per la comunione tra i credenti e per l’armonia dell’intera società”. Il Simposio di AsiaNews sulla Chiesa in Cina.  Un appello di pace per la Repubblica Centrafricana. “Volersi bene sull’esempio del Signore”. “A volte i contrasti, l’orgoglio, le invidie, le divisioni lasciano il segno anche sul volto bello della Chiesa”. Fra i nuovi cinque cardinali, anche un vescovo del Laos.


    VATICANO-CINA
    24 maggio 2017: ‘Cina, la Croce è rossa’, il Simposio di AsiaNews

    Bernardo Cervellera

    Il raduno in occasione della Giornata Mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina. Un titolo con molti significati: la Croce è rossa per il sangue dei martiri; per il tentativo di soffocare la fede nei controlli statali; per il contributo di speranza che il cristianesimo dà a una popolazione stanca di materialismo e consumismo e alla ricerca di nuovi criteri morali. A tema anche la grande e inaspettata rinascita religiosa nel Paese. Fra gli invitati: il card. Pietro Parolin, mons. Savio Hon, il sociologo delle religioni Richard Madsen, testimonianze di sacerdoti e laici cinesi.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®