12/01/2007, 00.00
BANGLADESH
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Proclamato lo stato d’emergenza e posticipate le elezioni. Ma sembra solo una manovra

di Nozrul Islam
Il presidente Ahmed si dimette da capo del governo provvisorio e rimanda la consultazione popolare, come richiesto dall’opposizione. Ma la tensione è ancora alta: l’Onu ritira la propria assistenza alle urne, mentre analisti parlano di un “colpo di Stato strisciante”.
Dhaka (AsiaNews) – In Bangladesh, dopo la dichiarazione dello stato d’emergenza e l'imposizione di un coprifuoco notturno, ci sono state le dimissioni del capo del governo ad interim e le elezioni parlamentari, fissate al 22 gennaio, sono state rinviate. Ad annunciarlo ieri è stato il presidente Iajuddin Ahmed, cha ha accolto così le principali richieste dell’opposizione guidata dalla Awami League (Al) della leader Sheik Hasina. Non vi è ancora nessuna notizia circa la nuova data dell’appuntamento elettorale. La situazione tesa ha indotto l’Onu a sospendere il suo sostegno tecnico alle elezioni, mentre la Commissione Europea ha deciso di interrompere la missione di monitoraggio.
 
Parlando alla nazione, Ahmed ha affidato l’incarico di capo dell'autorità provvisoria al consigliere del governo Fazlul Haque. A giorni verrà nominato il nuovo capo del governo ad interim, che ha il compito istituzionale di organizzare le elezioni entro 90 giorni dallo scioglimento dell’esecutivo. Il governo uscente, guidato dal Partito nazionalista del Bangladesh (Bnp), ha terminato il suo mandato lo scorso ottobre.
 
Ahmed sembra così aver ceduto alle pressioni della Al e dei suoi alleati, che chiedevano il posticipo delle elezioni.
Almeno 45 persone sono state uccise e centinaia sono rimaste ferite nelle violenze innescatesi nel periodo pre-elettorale. Blocchi dei mezzi di trasporto e scioperi quotidiani sono state le forme di protesta usate dalla coalizione di Hasina. Questa aveva annunciato il boicottaggio delle elezioni, convinta che le autorità avrebbero aggiunto 14 milioni di “cittadini fantasma” alle liste elettorali, a favore del Bnp, capeggiato dalla rivale Khaleda Zia. Ieri, il portavoce del presidente ha comunicato che “durante lo stato di emergenza le liste elettorali saranno corrette”.
 
Analisti interpellati da AsiaNews vedono nel ricorso allo stato d’emergenza “la carta di riserva” del Bnp, intenzionato ad arrivare ad elezioni per dichiarare che oltre il 50 per cento ha votato e dunque il parlamento è legittimo. Una farsa, in poche parole, che ha portato alcuni esperti locali a parlare di un “colpo di Stato strisciante” per controllare la situazione. Il governo ad interim ha infatti già dato amplissimi poteri all'esercito, che può tra l’altro effettuare arresti senza mandato di cattura di chiunque sia una “minaccia per il pacifico svolgimento delle elezioni”.
Intanto la comunità internazionale rimane a guardare, interessata per lo più a mantenere l’ordine a livello nazionale, per evitare ripercussioni sui rispettivi interessi economici nel Paese, che offre manodopera tra la più numerose e a basso costo.
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