27/06/2018, 11.46
PAKISTAN
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Punjab, cristiani rivendicano il ‘diritto di pregare’ in chiesa

di Kamran Chaudhry

Il luogo di culto della congregazione del villaggio di Nayya Sarabah, nel distretto di Toba Tek Singh, è stato chiuso due anni fa. Ai fedeli è stato imposto di rimuovere tutti i simboli religiosi e di radunarsi in abitazioni private. Ex membro dell’Assemblea del Punjab: “I cristiani in Pakistan sono trattati come dei criminali nella loro madrepatria”.

Lahore (AsiaNews) – I cristiani di un piccolo villaggio del Punjab rivendicano il diritto di pregare nella propria chiesa, chiusa da due anni dalle autorità distrettuali. La comunità locale, circa 40 famiglie in tutto, lamenta che la Full Gospel Assemblies Church del villaggio di Nayya Sarabah, nel distretto di Toba Tek Singh, è stata sigillata per l’opposizione dei musulmani.

Il pastore Samuel Taskeen riferisce ad AsiaNews che “lo scorso mese la polizia ci ha fatto firmare un documento con cui abbiamo dovuto accettare di costruire la nuova chiesa in un luogo diverso e ci ha imposto di rimuovere tutti i simboli religiosi dal presente edificio. Ci hanno costretto a utilizzare la chiesa solo come residenza e svolgere le preghiere nelle nostre case, fino a quando la costruzione non sarà portata a termine”.

Per sbloccare la situazione e riappropriarsi del luogo di culto, i cristiani stanno compilando una writ petition [denuncia che avvia il procedimento presso un tribunale di grado superiore, ndr]. Al momento, le preghiere vengono celebrate nelle case dei fedeli o in altre sale. Le funzioni dello scorso Natale e della Pasqua di quest’anno si sono svolte nell’abitazione di Rafaqat Masih, consigliere dell’Unione cristiana per le minoranze. Suo zio ha donato i 177 metri quadrati su cui sorge la chiesa.

Il rev. Taskeen riporta che “l’uomo non aveva figli e ora il commissario del distretto rivendica che il suo terreno era stato acquistato con il divieto di adibirlo a uso commerciale o religioso. Per questo vogliamo presentare la writ petition all’Alta corte di Lahore, perché tutta l’amministrazione del distretto di Toba Tek Singh è faziosa”.

Un documento ufficiale della polizia, datato 31 maggio, dichiara che “la chiesa è stata costruita senza il certificato di non opposizione. Questo ha provocato tensione tra le comunità musulmana e cristiana”. D’altro canto, Shahzad Munshi, esponente dalla minoranza ed ex membro dell’Assemblea del Punjab, accusa il commissario distrettuale di fare discriminazione. “Egli attende – afferma – che la polizia fornisca un’autorizzazione per la chiesa, quando invece potrebbe chiamare gli agenti in qualsiasi momento. È sorprendente che le autorità non abbiano alcuna obiezione nei confronti della moschea, di un vicino appezzamento di terra in cui è in costruzione una seconda [moschea] e sull’edificazione di una madrassa (seminario islamico)”. “Ora – conclude – hanno ritirato la proposta di trovare un nuovo luogo per l’unica chiesa del villaggio. Pregare è un nostro diritto fondamentale. Tutto questo è una completa violazione dello spirito della Costituzione e dei nostri diritti umani. I cristiani in Pakistan sono trattati come dei criminali nella loro madrepatria”.

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