11/02/2015, 00.00
EGITTO-RUSSIA

Putin e al-Sisi, accordi su nucleare, armi e sicurezza

E' in programma la costruzione di una centrale nucleare a Dabaa; vendita di armi per circa 3 miliardi di dollari; potenziamento del turismo; una zona industriale russa nella regione del nuovo canale di Suez. L'alleanza di Putin e al-Sisi nella lotta al terrorismo islamico. Il dono di un kalashnikov.

Il Cairo (AsiaNews) - Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo Abdelfattah al-Sisi si sono accordati per la costruzione di un impianto nucleare e per potenziare i rapporti economici nel campo delle armi e del turismo.

Nei due giorni di visita, conclusi ieri, Putin ha cercato di rafforzare i legami con il Paese arabo più popoloso, in un momento in cui l'alleanza del Cairo con gli Usa è più fragile.

Dopo le dimissioni forzate del presidente islamista, Putin è stato fra i primi a sostenere la vittoria di al-Sisi, criticato invece dagli Usa per aver fatto cadere il presidente islamista "democraticamente" eletto.

Ieri Putin e al-Sisi hanno comunicato di aver firmato un accordo per costruire un impianto nucleare a  Dabaa, nel nord dell'Egitto, il primo nel Paese.  L'idea di una centrale nucleare a Dabaa è viva fin dai tempi di Hosni Mubarak, deposto nel 2011.

Viva da tempo è pure l'idea di forniture di armi all'Egitto, soprattutto dopo che gli Stati Uniti hanno sospeso forniture militari, in seguito alla caduta di Morsi (2013).

Fin da allora la Russia era vicina alla firma di un accordo per 3 miliardi di dollari per la fornitura di missili e aerei da guerra, compresi dei Mig 29 e elicotteri d'assalto. In seguito, Washington ha ripreso i suoi aiuti annuali all'Egitto: 1,5 miliardi di dollari, dei quali almeno 1,2 vanno direttamente nelle casse dei militari.

Ancora oggi i rapporti Usa-Egitto rimangono tiepidi. Al-Sisi è molto criticato per la repressione contro islamisti e dissidenti. Ma molta parte della popolazione sostiene l'ex generale, vedendo nella sua mano forte l'unica via per garantire la sicurezza e migliorare l'economia, provata dalla primavera araba e dalla disastrosa gestione di Morsi.

Nel 2014 i rapporti commerciali fra Mosca e il Cairo sono cresciuti dell'80%. Nei dialoghi di questi giorni, la Russia ha proposto di potenziare anche il turismo, oltre che a costruire una zona industriale russa nella regione del nuovo canale di Suez.

Putin è stato accolto con grandi manifestazioni: guardia d'onore, colpi di cannone, strade pavesate con scritte in russo e in arabo; concerto al teatro dell'opera. Per l'Egitto la visita è importante per mostrare la non totale dipendenza dagli Stati Uniti. Allo stesso tempo, Mosca e il Cairo si rafforzano reciprocamente nella loro lotta contro l'islamismo, in nome della sicurezza: l'Egitto deve affrontare la sfida di gruppi di al Qaeda concentrati nella zona del Sinai; la Russia teme di continuo la crescita del terrorismo islamico nella Cecenia e nelle regioni del Caucaso. Entrambi sono decisi a combattere il terrorismo con la forza.

Da questo punto di vista, è piuttosto simbolico che Putin abbia regalato al suo ospite un kalashnikov.

 

 

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