01/07/2019, 12.52
COREA-USA
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Pyongyang esulta per lo ‘stupefacente’ incontro tra Trump e Kim

Per la prima volta, un presidente Usa ha messo piede in Corea del Nord. Washington prevede che i colloqui sulla denuclearizzazione, fermi da febbraio scorso, riprendano a metà luglio. Per Seoul, il processo di pace è ad un “punto di svolta”. Speranze per i familiari dei giapponesi rapiti da Pyongyang.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – I media di Stato nordcoreani salutano come “storico” e “stupefacente” l’incontro di ieri (foto) tra il leader Kim Jong-un ed il presidente Usa, Donald J. Trump, a Panmunjom – villaggio all’interno della Demilitarised Zone (Dmz), che da 66 anni divide le due Coree. Alle reazioni di Pyongyang si aggiungono quelle dei principali attori nel processo di pace della penisola coreana: Washington, Seoul e Tokyo. Nel frattempo, gli analisti sono divisi: alcuni sostengono che gli eventi di ieri possano rilanciare i colloqui sul nucleare, mentre per altri l’incontro non è altro che “una sceneggiata con fini pubblicitari”.

Kim ha accettato l’invito ad incontrarsi nella Dmz che Trump gli aveva esteso il giorno prima, durante una visita di 48 ore in Corea del Sud per alcuni colloqui con il presidente Moon Jae-in. Kim e Trump si sono stretti la mano sui blocchi di cemento che dividono il Nord ed il Sud, prima che Trump compiesse qualche passo in territorio nordcoreano, diventando il primo presidente Usa a mettervi piede. Kim e Trump hanno tenuto anche un breve colloquio con Moon, dando vita al primo vertice trilaterale tra i leader.

La Korean Central News Agency (Kcna) – agenzia di stampa pubblica di Pyongyang – riferisce oggi che il presidente Usa e Kim sono d’accordo nel “riprendere e portare avanti dialoghi produttivi per fare un nuovo passo in avanti nella denuclearizzazione della penisola coreana”. “I leader massimi di Corea del Nord e Stati Uniti che si scambiano strette di mano storiche a Panmunjom” è stato un “evento straordinario”, prosegue la Kcna, descrivendo il villaggio come un “luogo conosciuto come il simbolo della divisione”.

Poche ore dopo i convenevoli tra Kim e Trump, il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha dichiarato ai cronisti di aspettarsi che i dialoghi sulla denuclearizzazione della Corea del Nord riprendano a metà luglio. Sul tavolo di Washington e Pyongyang vi sarà ancora una volta lo smantellamento degli armamenti nucleari e dei programmi balistici del regime, in cambio di un allentamento delle sanzioni economiche imposte dalla comunità internazionale.

I negoziati sono fermi da febbraio scorso, quando il secondo vertice Trump-Kim ad Hanoi (Vietnam) si è concluso senza un accordo. Pompeo ha affermato di essere “entusiasta” per l’imminente ritorno al tavolo delle trattative. “Pensiamo di avere un punto di partenza per queste discussioni, che ci hanno messo in condizione di valutare veramente se vi sia un chiaro percorso avanti. Ho ascoltato il presidente Kim oggi. Penso che vi sia”, ha sottolineato il segretario di Stato.

Anche la Corea del Sud, impegnata nel ruolo di mediatore tra Washington e Pyongyang, esprime soddisfazione per i nuovi sviluppi. Lo storico incontro tenutosi al confine tra i leader delle due Coree e degli Stati Uniti sarà un “punto di svolta” nei colloqui sul nucleare e contribuirà a far progredire le relazioni inter-coreane. Lo dichiara oggi il ministero dell'Unificazione di Seoul. Il portavoce Lee Sang-min afferma: “Dopo ieri, i colloqui sulla denuclearizzazione tra il Nord e gli Stati Uniti dovrebbero accelerare. Il nostro governo continuerà a sforzarsi, per mantenere vivo lo slancio verso il dialogo e rafforzare un circolo virtuoso tra legami inter-coreani, denuclearizzazione e relazioni Usa-Corea del Nord”.

Altro spettatore interessato dei progressi nei colloqui tra Washington e Pyongyang è il Giappone. Il premier Shinzo Abe sottolinea che Tokyo “sostiene il processo sin dal primo summit Trump-Kim a Singapore (nel giugno 2018). Speriamo che l'incontro di ieri lo spinga ancora più avanti”. Nel frattempo, i parenti dei cittadini giapponesi rapiti dalla Corea del Nord dichiarano che l'incontro tra Trump e Kim ha riacceso le loro speranze di risolvere il problema dei loro familiari scomparsi.

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