26/02/2015, 00.00
INDIA
Invia ad un amico

Radicali indù: Convertiremo cristiani e musulmani finché il governo non ce lo impedirà

di Nirmala Carvalho
La provocazione del leader del Vishwa Hindu Parishad (Vhp), che celebrerà l'anniversario del gruppo estremista in Kandhamal. Qui nel 2008 è avvenuta la peggiore persecuzione anticristiana della storia indiana. Global Council of Indian Christians (Gcic): "Nessuna azione concreta del governo dopo le dichiarazioni sulla libertà religiosa del Primo ministro Modi".

Mumbai (AsiaNews) - "Continueremo con i programmi di ghar wapsi [riconversioni all'induismo], a meno che il governo non introduca leggi anticonversione a livello nazionale". È il monito lanciato da Praveen Togadia, leader del Vishwa Hindu Parishad (Vhp, radicali indù), che si prepara a celebrare i 50 anni del gruppo nel distretto di Kandhamal (Orissa), il prossimo 28 febbraio. Qui nel 2008 è avvenuto il peggior pogrom anticristiano nella storia dell'India e l'annunciato raduno preoccupa la minoranza religiosa. Sajan George, leader del Global Council of Indian Christians (Gcic), afferma ad AsiaNews: "La pace nell'area non si è ancora ristabilita e vi sono ancora tensioni. La presenza del Vhp emarginerà e terrorizzerà ancora di più la vulnerabile comunità cristiana".

Le parole di Togadia e l'imminente celebrazione del Vhp a Kandhamal sembrano ignorare le recenti dichiarazioni rese dal Primo ministro Narendra Modi a difesa della libertà religiosa. Al contrario, si aggiungono a una serie di azioni intraprese dagli ultranazionalisti indù contro le minoranze del Paese: le cerimonie di "ritorno a casa", i ghar wapsi; gli attacchi alle chiese di Delhi; le accuse di conversione rivolte a Madre Teresa dal leader della Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss).

"Anche le feroci e disgustose calunnie lanciate contro l'opera di Madre Teresa - sottolinea ad AsiaNews Sajan George - vanno viste nella stessa luce. La brigata hindutva continua a portare avanti la sua tattica diversiva, ignorando del tutto le assicurazioni del Primo ministro. Si comporta come in campagna elettorale: il premier fa grandi discorsi, mentre i gruppi estremisti continuano ad agire indisturbati".

Il Bharatiya Janata Party (Bjp), partito al governo centrale, è il braccio politico del movimento nazionalista indù Sangh Parivar, di cui fanno parte gruppi radicali come il Vhp e la Rss, responsabili di violenze contro le minoranze etnico-religiose del Paese.

Alle accuse rivolte alla fondatrice delle Missionarie della Carità mons. Henry D'Souza, arcivescovo emerito di Calcutta, risponde "come farebbe Madre Teresa: pregherò per loro, sempre. Il miglior modo per aiutare queste persone è amarle ed essere misericordiosi".

Come se non bastasse, nei giorni scorsi il Vhp ha attaccato anche i missionari cristiani di Delhi, accusandoli di "presentare false denunce di aggressioni alle chiese. È noto a tutti che i missionari cristiani, sotto il precedente governo, hanno portato avanti campagne maligne e aggressive".

 

 

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Vietato criticare Modi: università espelle un circolo studentesco
29/05/2015
Madhya Pradesh, chiuso un collegio cattolico. Vescovo di Sagar: Vogliono cacciare i cristiani
20/09/2017 10:34
Leader cristiano al Karnataka: Fermate i radicali indù, pericolosi per le minoranze
06/03/2015
Rinviate, ma non cancellate, le "riconversioni di Natale" dei radicali indù
18/12/2014
Vescovo indiano: Le "riconversioni" sono uno schiaffo alla democrazia e alla dignità umana
15/12/2014