20/06/2017, 08.51
ISRAELE - IRAN
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Razzi iraniani contro obiettivi dell’Isis in Siria. Ira di Israele

Missili balistici della Repubblica islamica hanno colpito un centro di addestramento dello SI nella provincia di Deir Ezzor. È il primo attacco oltreconfine dalla fine della guerra con l’Iraq negli anni ’80. L’azione è una risposta ai recenti attacchi nella capitale. Netanyahu considera l’operazione una “minaccia” per lo Stato ebraico. E lancia un avvertimento a Teheran. 

 

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Il lancio di alcuni missili balistici dell’Iran contro un centro di addestramento dello Stato islamico (SI) in Siria hanno provocato le ire del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che considera l’operazione di Teheran una minaccia per lo Stato ebraico. Si tratta del primo attacco missilistico sferrato dalla Repubblica islamica al di fuori dei confini nazionali negli ultimi 30 anni, dalla guerra con l’Iraq degli anni ’80.

Ieri i Guardiani della rivoluzione in Iran hanno confermato il lancio di sei razzi partiti dal settore occidentale del Paese e che hanno raggiunti obiettivi jihadisti nel nord-est della Siria, nella provincia di Deir Ezzor, territorio controllato in gran parte dallo SI. Il portavoce generale Ramezan Sharif sottolinea che i vettori hanno centrato “basi del terrore” e l’operazione è stata “un successo”. 

L’attacco sarebbe una reazione agli attentati al Parlamento e al mausoleo dell’ayatollah Khomeini del 7 giugno scorso a Teheran, in cui sono morte 17 persone; l’azione è stata rivendicata dalle milizie di Daesh [acronimo arabo per lo SI].  

Il capo dei Pasdaran, generale Amir Ali Hajizadeh, ha aggiunto che “i missili sono stati lanciati dall’Iran, hanno sorvolato l’Iraq e sono atterrati in Siria”. Alcuni droni in volo fra la provincia di Damasco e Deir Ezzor hanno trasmesso immagini dei vettori che “centravano gli obiettivi”. Il lancio, conclude l’alto ufficiale, sarebbe la prova “delle capacità e dell’intelligence” di cui dispone la Repubblica islamica. 

L’operazione militare giunge a poche ore di distanza dall'abbattimento di un jet siriano da parte degli Stati Uniti e dal messaggio lanciato dal grande ayatollah Ali Khamenei, il quale aveva promesso uno “schiaffo ai nemici” per onorare le famiglie delle vittime delle vittime degli attacchi a Teheran e delle guerre in Siria e Iraq. 

Se, da un lato, i vertici religiosi e militari dell’Iran celebrano l’attacco di ieri, sottolineandone con forza il successo, dall’altro Israele risponde con toni bellicosi. Il premier Netanyahu afferma che l’Iran è una “minaccia” per lo Stato ebraico, per il Medio oriente e, a livello potenziale, per tutto il mondo. “Seguiamo le loro azioni e seguiamo le loro affermazioni - ha sottolineato ieri il capo del governo - e ho un messaggio per l’Iran: Non minacciate Israele”. 

Fra le attività iraniane che costituiscono [per Netanyahu] una minaccia vi sono il “tentativo” di creare una “presenza” stabile in Siria e il “trasferimento” di “armi avanzate” a Hezbollah e altre operazioni analoghe.

Va detto che il lancio dei missili non è stata un'azione estemporanea o a soprpresa: prima di lanciarli, l'Iran ha dato notizia agli alleati russi e siriani.

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