03/12/2009, 00.00
PALESTINA - ISRAELE
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Revocati migliaia di permessi di residenza a palestinesi di Gerusalemme est

Lo rivela l’organizzazione per i diritti umani israelo-palestinese Hamoked per cui Tel Aviv “mira a circoscrivere le dimensioni della popolazione palestinese e mantenere una maggioranza ebraica in Gerusalemme”.
Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Nel corso del solo 2008 il Ministero degli interni israeliano ha revocato 4.577 premessi di residenza ad altrettanti palestinesi di Gerusalemme est. Lo rivela l’organizzazione per i diritti umani Hamoked - Center for the Defense of the Individual. Si tratta di un record dall’inizio dell’occupazione del 1967 perché negli ultimi 40 anni il governo di Tel Aviv aveva tolto lo status di residenti a 8.558 palestinesi.
 
Il ministero degli interni di Tel Aviv afferma che l’incremento del ritiro dei permessi è legato ad una decisione del governo precedente a quello in carica di Benjamin Netanyahu. L’esecutivo di Ehud Olmert nel 2008 ha infatti promosso una indagine ad ampio raggio sullo status di migliaia di palestinesi residenti nella parte della città un tempo sotto l’autorità giordana.
 
L’Hamoked, composta da israeliani e palestinesi, ha ottenuto le informazioni dal Ministero degli interni israeliano dopo aver presentato per due anni consecutivi richiesta di informazioni in materia.
 
Tel Aviv afferma di aver revocato i permessi agli abitanti palestinesi di Gerusalemme est che non hanno risieduto in Israele per un periodo continuato di sette anni. Ma Hamoked sottolinea che tra coloro che hanno subito il ritiro del diritto di residenza ci sono studenti che hanno lasciato l’abitazione per motivi di studio, uomini trasferitisi per lavoro o persone spostatesi a Gaza o nella West Bank per motivi familiari.
 
Secondo Hamoked il governo di Tel Aviv continua in questo modo la sua politica di  “bilanciamento demografico” nelle aree contese della regione. Dalia Kerstein, direttore esecutivo afferma che “l’operazione del Ministero dell’interno nel 2008 è solo una parte della politica generale che mira a circoscrivere le dimensioni della popolazione palestinese e mantenere una maggioranza ebraica in Gerusalemme”.
 
Questa politica colpisce anche gli arabi nativi di Gerusalemme. Tel Aviv non applica un distinzione tra i palestinesi immigrati che hanno chiesto il permesso di residenza permanente in Israele e quelli che invece sono nativi della zona est della città e si sono ritrovati sotto il governo di Tel Aviv dopo l’annessione illegale del 1967. L’avvocato Yotam Ben-Hillel, membro di Hamoked, spiega che questi ultimi “sono trattati al pari degli immigrati”.
 
I palestinesi residenti a Gerusalemme sono 250mila e rappresentano un terzo della popolazione della città. Essi sono provvisti della speciale carta d’identità di Tel Aviv per i cosiddetti arabo-israeliani, hanno lo stesso status di chi è immigrato legalmente in Israele con la cosiddetta Legge del ritorno, ma non godono del diritto di cittadinanza.
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