15/05/2019, 08.50
PAKISTAN
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Rilasciato il fondamentalista che aizzava la folla contro Asia Bibi

I giudici hanno rilasciato Khadim Hussain Rizvi e il suo vice Pir Afzal Qadri, entrambi per motivi di salute. Rizvi è il capo del gruppo radicale islamico Tehreek-Labaik Pakistan che lo scorso anno ha paralizzato il Pakistan dopo l’assoluzione della madre cristiana. Su internet circola un video di un uomo che si troverebbe in Canada per uccidere Asia.

Lahore (AsiaNews/Agenzie) – L’Alta corte di Lahore ha ordinato il rilascio su cauzione di Khadim Hussain Rizvi, leader del gruppo fondamentalista islamico Tehreek-Labaik Pakistan (Tlp). Egli è il radicale “agitatore delle folle” arrestato lo scorso anno con l'accusa di terrorismo per aver paralizzato il Pakistan con proteste di piazza, violenze e strade interrotte dopo la sentenza di assoluzione di Asia Bibi, la madre cristiana condannata a morte per blasfemia e assolta dopo nove anni di carcere.

Insieme all’estremista è stato rilasciato anche il suo vice, Pir Afzal Qadri. Entrambi hanno ottenuto una sospensione della sentenza fino al 15 luglio, per motivi di salute. La decisione dei giudici arriva una settimana dopo la liberazione di Asia, che ha potuto finalmente lasciare il Paese e ha raggiunto il Canada dove già si trovano le sue figlie.

Il rilascio su cauzione sembra motivato dall’obiettivo di restituire equilibrio e armonia al Pakistan. Tuttavia ieri Wilson Chowdhry, presidente del gruppo cristiano British Pakistani Christian Association (Bpca) che in questi anni ha sostenuto la famiglia della donna, denuncia la diffusione di nuove minacce contro Asia. Il filmato in questione ritrarrebbe un radicale islamico che si trova in Canada con l’intento di ucciderla e minaccia “i nemici dell’islam e il governo ebraico che ha liberato Asia Bibi”.

Asia Bibi è stata assolta dalle accuse di oltraggio al profeta Maometto il 31 ottobre 2018, dopo aver speso nove anni in prigione, condannata a morte e in attesa di un processo di appello che è stato di continuo rimandato a causa di pressioni e minacce sui giudici, ad opera di gruppi fondamentalisti.

Dopo la lettura della sentenza che dichiarava la madre cristiana “non colpevole”, nel novembre scorso i fondamentalisti del partito Tehreek-i-Labbaik Pakistan (Tlp) hanno bloccato le principali città del Pakistan, minacciato di morte i giudici del tribunale supremo e l’avvocato della donna, Saiful Malook, costretto a fuggire nei Paesi Bassi per aver salva la vita.

Per evitare l’escalation delle violenze il governo di Imran Khan era sceso a patti con i manifestanti e ha concesso la revisione del verdetto dei giudici supremi. In seguito Asia è stata liberata ma non poteva lasciare il Paese in base a quell’accordo con i radicali. A gennaio di quest’anno i giudici della Corte suprema hanno pronunciato una sentenza coraggiosa che respinge una volta per tutte anche la petizione dei radicali islamici che volevano ribaltare la sentenza d’assoluzione nei confronti della donna cristiana.

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