11/10/2016, 12.06
INDIA
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Salesiano indiano: Il “parlamento dei bambini” per evitare il fenomeno delle spose precoci

Oggi si celebra la Giornata internazionale delle bambine. Secondo l’Unicef, le donne che si sono sposate durante l’infanzia sono 700 milioni. Un altro rapporto afferma che ogni sette secondi una minorenne è costretta a unirsi in matrimonio con un uomo molto più grande. “Puntare sull’educazione. Formare bambini consapevoli dei propri diritti”.

Roma (AsiaNews) – Per evitare “il fenomeno delle spose bambine, bisogna puntare sull’educazione. Ma non solo la cosiddetta educazione formale, ma anche quella che noi chiamiamo non formale. Si tratta di trasmettere ai bambini i valori etici, i principi morali, rafforzare la consapevolezza dei propri diritti”. Lo dice ad AsiaNews p. M C George Menamparampil, ex coordinatore nazionale delle scuole don Bosco in India, e attualmente a Roma nel quartier generale dei salesiani per coordinare le attività di raccolta fondi. Secondo il sacerdote, che continua a salvare in India centinaia di bambine destinate a matrimoni precoci e a schiavitù domestica, accanto alle forme educative convenzionali, “si possono sviluppare modalità alternative che coinvolgano direttamente i minori. Per esempio le scuole don Bosco hanno dato vita al progetto del ‘Parlamento dei bambini di quartiere’, un’iniziativa con cui educatori stanno creando cittadini più consapevoli dei propri diritti”.

Il sacerdote interviene sul fenomeno delle spose bambine in occasione della Giornata internazionale delle bambine che si celebra oggi. Secondo il rapporto “Every Last Girl” pubblicato da Save the Children proprio per questa ricorrenza, ogni sette secondi una minore di 15 anni è costretta a sposare un uomo molto più grande di lei. L’età si riduce a meno di 10 anni in Paesi come Afghanistan, Yemen, India e Somalia.

Una recente indagine effettuata dall’Unicef riporta che i numeri di questo fenomeno sono addirittura in aumento: oggi le donne che si sono sposate durante l’infanzia sono 700 milioni, nel 2030 saranno 950 milioni.

Secondo p. Menamparampil, il progetto del “Parlamento dei bambini di quartiere” può essere utile a prevenire i matrimoni precoci. “Questo perché – afferma – i bambini si riuniscono in gruppi e discutono tra loro. Proprio durante le discussioni, che sono guidate da uno staff specializzato, emergono problemi familiari, situazioni di abuso e sfruttamento”.

I minori dagli 11 ai 18 anni sono suddivisi in gruppi di 25-30 membri, che riproducono in maniera fedele il funzionamento dell’organo democratico: eleggono il premier, i ministri e riflettono su ordini del giorno. Una volta che il Parlamento “è così formato, i bambini sono guidati in discussioni che riguardano i diritti umani di base, quelli dei bambini e altri diritti speciali. Gli educatori li aiutano ad identificare problemi o disagi sociali, violazioni dei diritti che affliggono le loro famiglie in particolare o la società nel suo insieme”.

Questo tipo di programma, sottolinea p. Menamparampil, “interviene prima che i matrimoni siano celebrati, perché in seguito è più difficile agire. Le ragazze imparano ad avere consapevolezza di se stesse, di cosa vogliono fare nella propria vita, del fatto che sono libere di sposare chi desiderano”. Qualora le famiglie si oppongano al libero arbitrio delle giovani, gli educatori non possono far altro che denunciare alla polizia questi abusi. “A quel punto – conclude – spetta alla polizia far rispettare la legge”.

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