31/05/2012, 00.00
SIRIA

Scontro fra Washington e Mosca sull'"imminente" guerra civile siriana

Russia e Cina si oppongono a nuove sanzioni contro il regime. Per il segretario di Stato Usa la Russia fomenta una disastrosa guerra civile. Ban Ki-Moon definisce il massacro di Houla un punto di non ritorno per il regime degli Assad. Rilasciati a Damasco 500 prigionieri politici arrestati in 14 mesi di rivolte.

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - Sale la tensione fra i Paesi del Consiglio di sicurezza Onu sulla situazione siriana. Oggi, Hillary Clinton, segretario di Stato degli Stati Uniti, ha accusato la Russia di fomentare una "disastrosa guerra civile" a causa delle sue posizioni morbide contro il regime di Bashar al-Assad.

Le dichiarazioni della Clinton giungono a poche ore dal no secco di Mosca e Pechino a nuove sanzioni economiche e a un intervento armato per rovesciare il governo siriano. Oggi anche Ban Ki - moon, segretario generale dell'Onu ha avvertito sul "rischio di una catastrofica guerra civile, da cui difficilmente la Siria si riprenderà". Nel suo intervento al forum della Nazioni Unite sull'Alleanza delle civiltà in corso a Istanbul, Ban ha affermato che il massacro di Houla ha segnato un punto di non ritorno per la situazione siriana. La violenza efferata della strage, costata la vita a 108 persone, fra cui 49 bambini, obbliga il regime ad applicare tutti i sei punti del piano di pace di Kofi Annan, che a tutt'oggi non è stato rispettato né dai ribelli né dall'esercito. Il segretario Onu teme una spirale di violenza a sfondo etnico religioso simile alla guerra che negli anni '90 ha distrutto la ex Jugoslavia.

Per mostrare la sua buona volontà, oggi il governo di Damasco ha rilasciato 500 prigionieri politici arrestati durante i 14 mesi di rivolte. In una nota alla Tv di Stato siriana, le autorità hanno annunciato di aver liberato tutti coloro che "non si sono macchiati le mani col sangue".

Dopo un anno di scontri, il bilancio della guerra fra regime siriano e Free Syrian Army (Fsa) è di 9mila vittime e decine di migliaia di sfollati, secondo dati Onu. Il governo Assad sostiene invece che i morti sono 3.838: 2.493 civili e 1.345 fra militari e forze di sicurezza.

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