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    » 09/07/2010, 00.00

    CINA

    Sequestrate (ancora) 38 tonnellate di latte alla melamina



    Il latte scoperto nelle remote regioni di Gansu e Qinghai, ma pare provenga dall’Hebei, dove era prodotto il latte dello scandalo del 2008. Il problema della sicurezza alimentare appare lontano dalla soluzione. Intanto le autorità censurano qualsiasi protesta.
    Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Sequestrate in Gansu e Qinghai 38 tonnellate di latte contenente melamina, l’additivo tossico che nel 2008 ha causato la morte di almeno 6 neonati e infermità anche permanenti ad oltre 300mila.
     
    Il latte sequestrato contiene melamina più di 500 volte oltre il limite consentito. La polizia teme che altre partite di questo latte siano state spedite nelle regioni orientali e sono in corso indagini.
     
    La melamina è usata per produrre sostanze plastiche e fertilizzanti, ma è velenosa per l’organismo e causa calcoli e problemi renali. E’ usata per adulterare alimenti perché la sua composizione chimica è molto simile a quella della proteina, per cui ad analisi superficiali può far sembrare il latte ricco di nutrimento.
     
    Quando lo scandalo esplose nel settembre 2008 allarmò l’opinione pubblica per la sua vastità, dato che coinvolgeva primarie ditte casearie nazionali. Ci furono proteste e divieti in molti Paesi e Pechino garantì severi controlli e tolleranza zero. Ora il riemergere del latte velenoso in regioni povere e remote del Paese dimostra che il problema della sicurezza alimentare è lontano dalla soluzione. Pare che il latte velenoso provenga dall’Hebei, la provincia nella quale era pure prodotto il latte del 2008.
     
    Per questo problema le autorità hanno colpito in modo esemplare alcuni dei responsabili del 2008, anche condannando a morte i dirigenti di una delle ditte colpevoli. Ma hanno offerto risarcimenti minimi alle famiglie dei neonati malati, alcuni con danni permanenti. Le famiglie non hanno potuto fare causa per ottenere il risarcimento, perché giudici di parecchie regioni hanno rifiutato di trattare la causa, fino a che le autorità non dichiarano conclusi i loro accertamenti sulla vicenda. Avvocati e attivisti per i diritti che assistevano queste famiglie sono stati minacciati.
     
    Di recente un padre cui il figlio è morto per questo latte e che ha manifestato su internet la sua frustrazione è stato mandato a un anno di lavori forzati, senza processo, per disturbo all’ordine pubblico (cfr. 07/07/2010 Parla del figlio morto con il latte alla melamina: un anno di lavori forzati)
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