16/05/2005, 00.00
LIBANO
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Sfeir pensa alla convocazione di un congresso generale cristiano

Nel giorno del suo ottantacinquesimo compleanno il Patriarca mette in guardia contro chi vuole provare che i libanesi non sono in grado di governarsi da soli. Gli auguri di Chirac.

Beirut (AsiaNews) – Il patriarca maronita Nasrallah Sfeir sta "riflettendo" sulla possibilità di convocare un "congresso generale cristiano", secondo la proposta del ministro  Souleiman Frangieh per esaminare la "inquietante fase politica" del Paese che si prepara ad andare a votare con un legge elettorale che, a suo avviso, "marginalizza tutte le comunità libanesi".

"La situazione che stiamo vivendo – ha affermato ieri durante l'omelia – è inquietante e ci attendono numerose difficoltà. Alcuni – ha aggiunto – vogliono provare al mondo che i libanesi sono incapaci di governarsi da soli e che hanno bisogno di essere posti sotto tutela permanente. Solo la nostra volontà comune di regolare con saggezza e prudenza i nostri problemi può respingere questa idea, e ciò implica che in Libano non ci siano vincitori e vinti".

"Nel vigore dell'attuale legge elettorale, che ci è stata imposta in occasione delle precedenti elezioni politiche – ha proseguito - e che si vorrebbe mantenere così com'è, una delle famiglie che compongono la società libanese si considera lesa ed i figli lesi di una famiglia numerosa non possono che agitare il clima familiare. Cosa che noi rifiutiamo e respingiamo. Noi preghiamo Dio perché ispiri i responsabili e che questi sappiano risparmiare alla patria una prova crudele".

Il patriarca ha celebrato messa ieri, giorno del suo compleanno, davanti alle telecamere di « Tele luce » ed ai microfoni di « Radio la voce della carità ». Per i suoi 85 anni egli ha ricevuto un messaggio anche dal presidente francese Jacques Chiraq, c he esprime auguri calorosi ed ha espressioni di rispetto per lui e per tutta la comunità maronita.

Saad Hariri, figlio del presidente ucciso, ha intanto reso note le sue liste per tre circoscrizioni elettorali di Beirut, in vista delle elezioni del 29 maggio. (JH)

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