25/09/2006, 00.00
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Shanghai, segretario del Partito allontanato: ha rubato 33 milioni di euro

Le autorità centrali del Partito hanno costretto alle dimissioni Chen Liangyu, vertice del Pcc di Shanghai, perché coinvolto nello scandalo relativo all'appropriazione indebita dei fondi pensionistici della città.

Shanghai (AsiaNews/Agenzie) – Le autorità centrali del Partito comunista cinese hanno costretto alle dimissioni Chen Liangyu, segretario del Partito di Shanghai, perché coinvolto nello scandalo relativo all'appropriazione indebita dei fondi pensionistici della città.

La Xinhua, in una nota di una sola riga, conferma che "il segretario del Partito di Shanghai è stato allontanato per il suo ruolo nello scandalo delle pensioni".

Le autorità centrali hanno lanciato il mese scorso un'inchiesta ad altissimo livello per provare il coinvolgimento dei vertici comunisti nella "sparizione" di oltre 10 miliardi di yuan [circa 1 miliardo di euro ndr] dai fondi stanziati dal governo per le pensioni degli abitanti di Shanghai.

Secondo le prove raccolte, Chen avrebbe investito in maniera illegale e per fini personali quasi un terzo della cifra totale. Nel corso dell'inchiesta sono risultati coinvolti anche il capo del sindacato municipale, un governatore distrettuale e diversi uomini d'affari.

Shanghai è il cuore economico e finanziario della Cina, ma è anche ai primi posti per quanto riguarda i casi di corruzione fra i dirigenti comunisti.

La corruzione rappresenta al momento fra il 3 ed il 5 % dell'intero Prodotto interno lordo (Pil) del Paese: all'incirca fra i 409 ed i 683 miliardi di yuan (fra i 40 ed i 68 miliardi di euro) nel 2004. "Il grande sviluppo della corruzione – dice Janos Bertok, co-autore di un rapporto sulla questione dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico (Oecd) presentato lo scorso anno – è stato fra il 1987 ed il 1992, periodo collegato al processo di transizione economica del Paese".

Solo nella prima metà del 2003 più di 8.300 membri del Partito e del governo sono fuggiti ed altri 6.500 spariti nel nulla per evitare processi per corruzione e appropriazione indebita. Sempre secondo il rapporto circa 2/3 di coloro che sono fuggiti all'estero erano manager di alto livello di industrie statali. Si suppone che siano stati sottratti alla Cina in questo modo fra gli 8,75 ed i 50 miliardi di dollari americani.

Il dato, precisano fonti ufficiali, è in aumento.

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