17 Ottobre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 16/09/2017, 10.43

    SIRIA

    Si sbriciola il fronte islamista in Siria: psicosi di una sconfitta a Idleb

    Pierre Balanian

    Due predicatori sauditi del tribunale islamico si sono dimessi. Lo scorso luglio si è ritirato il gruppo Ahrar el Sham. L’Organo di liberazione di Damasco è solo un altro nome di al Qaeda. Crescono gli scontri reciproci, i sospetti. Contatti con russi e iraniani nel tentativo di salvarsi da un imminente attacco dell’esercito siriano.

    Idleb (AsiaNews) – L’Organo di liberazione di Damasco (Haiya’at Tahrir Al Sham), che raduna molti gruppi islamisti che combattono la Siria di Assad, sta perdendo i suoi pezzi. In luglio vi è stato il ritiro del gruppo Ahrar el Sham (i Liberi di Damasco), fra i primi a combattere nella guerra civile. L’11 settembre scorso vi sono state le dimissioni dei predicatori sauditi e giudici della Sharia islamica Abdallah Al Muhaissni  e Mosleh Al Ilyani, che hanno causato un effetto domino, tanto da poter ipotizzare l’inizio dello scioglimento dell’Organo.

    Haiya’at Tahrir Al Sham è stato istituito il 28 gennaio di quest’anno, ed è composto da una miriade di miliziani oppositori del governo siriano ad Idleb.  Per la maggior parte  è costituito da non siriani, uniti dal terrorismo islamico, definito “guerra santa” contro tutti coloro che si distanziano dall’integralismo takfiri.

    Nel corso degli ultimi mesi il dissenso fra  legislatori coranici e combattenti si è acuito dando esito a molte critiche reciproche e diatribe sulla modalità di condurre le operazioni militari contro il movimento di Ahrar el Sham e l’uso delle armi - e non della convizione - per imporre alle altre fazioni l’unità con l’Organo e garantire una “legittimazione rivoluzionaria” ad Abi Mohamed Al Golani, capo di Al Nosra, e ai suoi seguaci.

    In realtà la causa dell’inquietudine, dei dissensi e del rifiuto di tutte le fazioni di restare uniti sotto una sola bandiera, sta  nel fatto che il Fronte Al Nosra, gruppo maggioritario e dominatore dell’Organo, non è riuscito a evitare di essere classificato come organizzazione terroristica. L’inquietitudine è diventata un pscicosi con voci crescenti - sostenuti da rapporti di intelligence - su un imminente attacco dell’esercito siriano su Idleb, non appena sarà terminata l’operazione a Deir Ez Zor. L’attacco dovrebbe avvenire con una copertura russo-turco-iraniana.

    Le dimissioni di Abdallah Al Muhaissni  e Mosleh Al Ilyani hanno aperto le porte alle discussioni fra i sostenitori e gli oppositori degli Ahrar di Damasco, guidati da Abi Saleh Al Tahan, che avrebbero tagliato i ponti con il Movimento di Nur Eddin Al Zenki proprio per timore di trovarsi implicati in caso di imminente attacco dell’esercito siriano ad Idleb.

    Qualunque sia il motivo della scissione di Ahrar Al Sham, il suo distacco rivela che l’Organo di liberazione di Damasco è solo un altro nome di copertura, un altro alias del camalontico  Al Nosra, già Al Qaeda. In quest’ultimo organo non vi restano infatti che membri di Al Nosra. Intanto, l’esercito degli Ahrar di Damasco ha chiesto al Tribunale della Sharia’a di Idleb la restituzione delle armi e munizioni in loro dotazione prima dell’unione, consegnati 9 mesi fa al deposito unitario di armi dell’Organo.

    Nelle ultime settimane si sono intensificati anche gli scontri armati fra gli Ahrar e l’Organo, con battaglie nelle zone desertiche a Ikarda, a Maarat Al Naasan e nei dintorni di Fua nell’hinterland di Idleb, scontri terminati soltanto in seguito a lunghe mediazioni. Il capo dell’esercito di  Ahrar, Hashem El Sheikh aveva minacciato di ritirarsi dall’organo se gli attacchi contro il Movimento di Ahrar di Damasco fossero proseguiti. Finora le dimissioni non sono avvenute.

    Esponenti del Movimento Ahrar hanno fatto circolare voci che parlano della sottomissione di Hashem El Sheikh ad Al Golani e che quest’ultimo abbia duramente criticato la Turchia, il loro alleato più diretto, proponendo un avvicinamento all’Iran prima che sia troppo tardi. Queste voci hanno spinto Hashem El Sheikh ad aprirsi un profilo su Istagram dove ha reso noti i suoi punti di vista. Al Golani non ha negato di aver aperto canali di contatti con l’Iran, ma si è giustificato di averlo fatto per liberare i prigionieri dell’Organo tenuti dagli iraniani.

    Intanto il legislatore coranico Ayman Harosh, vicino agli Ahrar di Damasco, ha rivelato che Al Nosra tiene incontri segreti da oltre due giorni con personalità russe. Tali riunioni si tengono nella casa di Ahmad Al Darwish nel villaggio di Abu Dali nell’hinterland nord-orientale di Hama. Un comunicato emesso da Ahrar di Damasco ha ssubito smentito la notizia, nonostante fosse ricca di nomi e dettagli. Ma i sospetti serpeggiano e a quanto pare, ognuno pensa al futuro incerto e a come salvarsi la pelle. Poichè nessuno si fida più dell’altro, si presume che l’onda di diserzioni crescerà nei prossimi giorni.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    29/07/2016 08:30:00 SIRIA
    Il fronte di Al Nusra rompe con al Qaeda per avere futuro in Siria

    La rottura è avvenuta di comune accordo. Verrà creato un nuovo “Fronte per la conquista della Siria”. In questo modo al Nusra spera di sfuggire ai bombardamenti anti-jihadisti di Usa e Russia e mantenere una solida influenza sui gruppi di ribelli.



    21/09/2016 09:23:00 SIRIA-RUSSIA-USA
    Russia: Il convoglio di aiuti “bruciato”, non “colpito” da un raid

    Stati Uniti, Croce rossa e milizie accusano Mosca e la Siria. Per la Russia, è un ennesimo atto pubblicitario di Al Nusra. Kerry e Lavrov tentano di salvare la tregua. Ban Ki-moon accusa tutti, ma soprattutto il governo siriano



    06/04/2017 08:47:00 SIRIA - USA - RUSSIA
    Idlib, aumentano le vittime dell’attacco chimico. Guerra (verbale) fra Mosca e Washington

    Il bilancio aggiornato sale a 86 morti, di cui 30 bambini e 20 donne. Una cifra destinata a salire ancora. Mosca giudica “inaccettabile” la bozza di condanna formulata dal blocco occidentale al Consiglio di sicurezza Onu. Il presidente Usa parla di “affronto all’umanità”. E aggiunge: “La mia posizione sulla Siria è cambiata”. 

     



    06/03/2015 SIRIA
    Capo militare di al Nusra ucciso in un raid dell’aviazione siriana
    In un’operazione delle forze di sicurezza di Damasco nella provincia di Idlib è morto Abu Homam al-Sham. Altri tre leader di primo piano deceduti nel corso dell’operazione. I vertici erano riuniti per delineare le strategie future del movimento. Al vaglio l’ipotesi di lasciare al Qaeda, puntando al sostegno degli Stati arabi.

    05/04/2017 08:59:00 SIRIA - ONU
    Vertice Onu sull’attacco chimico a Idlib. L’Occidente accusa Assad. Mosca lo scagiona

    Il bilancio aggiornato parla di 72 morti, di cui 20 bambini, centinaia i feriti. Londra, Washington e Bruxelles accusano il regime di Damasco, colpevole di “crimine di guerra”. Per la Russia è stata colpita una fabbrica chimica dei ribelli. Fonti di AsiaNews: “Prudenza” nei giudizi e “verifica approfondita” dei fatti, in un contesto di “guerra di propaganda e informazione”.





    In evidenza

    MYANMAR
    Non solo Rohingya: la persecuzione delle minoranze cristiane in Myanmar



    La sofferenza di Kachin, Chin e Naga. La discriminazione su basi religiose è in certi casi addirittura istituzionalizzata. I cristiani sono visti come espressione di una fede straniera ed in contrasto con la visione nazionalista. Per anni il regime militare ha introdotto feroci misure discriminatorie.


    VATICANO - ASIA
    Il mondo ha urgenza della missione della Chiesa

    Bernardo Cervellera

    Ottobre è un mese consacrato al risveglio della missione fra i cristiani. Nel mondo c’è indifferenza o inimicizia verso Dio e la Chiesa. Le religioni sono considerate la fonte di tutte le guerre. Il cristianesimo è l’incontro con una Persona, che cambia la vita del fedele e lo mette al servizio delle ferite del mondo, lacerato da frustrazioni e guerre fratricide. L’esempio del patriarca di Baghdad e del presidente della Corea del Sud.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®