04/07/2012, 00.00
CINA
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Sichuan, la popolazione blocca la costruzione di un impianto cancerogeno

Gli abitanti di Shifang scendono in piazza e, dopo due giorni di manifestazioni e scontri con la polizia, bloccano un impianto per la produzione di rame molibdeno da 1,6 miliardi di dollari. Il Partito libera i dimostranti arrestati. Su internet monta la protesta: “Ora basta. Dobbiamo ottenere la nostra indipendenza da questo governo”.

Pechino (AsiaNews) - Dopo due giorni di manifestazioni e di scontri con la polizia, la popolazione di Shifang - nella provincia sudoccidentale del Sichuan - è riuscita a costringere il governo a rinunciare alla costruzione di un impianto per la produzione di rame e molibdeno. Il dirigente comunista locale, Li Chengjing, ha confermato: "È stato deciso di fermare la costruzione, questo impianto a Shifang non si farà". Gli abitanti della zona temevano che la fabbrica avrebbe aumentato le emissioni di sostanze cancerogene, già molto alte per la presenza di altre industrie nella zone.

La popolazione era scesa in piazza per fermare la costruzione lo scorso 1mo luglio: testimoni locali confermano che nella prima serata di scontri diversi squadroni di polizia in tenuta antisommossa e dispiegamenti dell'esercito hanno occupato le zone del centro dopo aver usato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Gli agenti hanno arrestato 27 manifestanti con l'accusa di aver distrutto proprietà pubbliche: di questi, 21 sono stati rilasciati nella serata di ieri dalle autorità senza alcuna accusa.

Gli scontri di Shifang sono la testimonianza della crescente sensibilità della popolazione ai problemi ambientali e del crescente scontento circa i metodi utilizzati dal Partito comunista per promuovere lo sviluppo. Nonostante le rassicurazioni del governo centrale - che parla di un futuro "verde" per la Cina - sempre più spesso i leader comunisti locali espropriano terreni alla popolazione per venderli a industrie private molto inquinanti. Ma questo provoca ogni anno decine di migliaia di proteste sociali, che iniziano a dare i loro frutti.

In un primo momento la municipalità di Shifang e la Sichuan Hongda, la società che intendeva costruire l'impianto di raffinazione da 1,6 miliardi di dollari, avevano proposto di "sospendere" il progetto. Ma l'entità delle manifestazioni e la crescente attenzione dei media - internazionali ma anche cinesi - per le proteste in corso li hanno convinti a cambiare idea.

I manifestanti continuano comunque a chiedere alle autorità di rilasciare i 6 compagni ancora detenuti e, su internet, iniziano a pretendere che vengano puniti i responsabili della violenta repressione del loro movimento. Si tratta di un cambiamento molto rilevante rispetto al passato: oltre ad aver ottenuto quello che volevano, ora vogliono che chi ha sbagliato paghi.

Un utente di Sina.com - il sito di microblogging più usato di tutto il Paese - scrive: "Il 4 luglio di 236 anni fa l'America ha ottenuto l'indipendenza. Oggi il popolo di Shifang combatte per i propri diritti e sfida il governo: loro hanno più volte abusato della nostra pazienza. Ora è il momento di diventare indipendenti".

 

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