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  • » 30/05/2014, 00.00

    FILIPPINE

    "Silsilah": 30 anni di dialogo islamo-cristiano fondato sulla spiritualità



    P. Sebastiano D'Ambra, fondatore e anima del movimento, racconta un cammino iniziato "in modo semplice" e che intende essere "un segno di speranza" fra la gente. Una storica presenza di formazione, sensibilizzazione culturale e condivisione a Mindanao, che nel tempo ha ricevuto premi e riconoscimenti. Fra i successi, aver formato leader cristiani e musulmani.

    Zamboanga City (AsiaNews) - Il movimento di "dialogo e pace", iniziato "in modo semplice" grazie all'impegno di cristiani e musulmani di Zamboanga (Mindanao), è cresciuto negli anni e da una isola dell'arcipelago filippino "ora comincia a prendere piede anche a livello mondiale". L'incontro e il confronto fra islam e cristianesimo sono aspetti fondamentali della modernità ed è essenziale che essi partano "dalla spiritualità", un "fattore essenziale del movimento" ma che va tradotto in "progetti concreti". È quanto racconta ad AsiaNews p. Sebastiano D'Ambra, sacerdote del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime), dal 1977 nel sud delle Filippine, in una delle zone più sensibili in tema di estremismo islamico, ma dove sono altrettanto fondate le speranze di una pace duratura. Proprio per favorire e rafforzare l'incontro e il confronto fra i fedeli delle due grandi religioni monoteiste, egli ha fondato nel 1984 il Movimento per il Dialogo "Silsilah", storica presenza di sensibilizzazione culturale, formazione e condivisione che, a maggio, ha compiuto 30 anni.

    Dalla sede nel "Villaggio dell'Armonia" alla periferia di Zamboanga - sud delle Filippine, unica nazione asiatica a maggioranza cattolica - dove risiede una consistente comunità musulmana di sei milioni di persone, "Silsilah" ha cercato di allentare tensioni e placare i focolai di violenza. Un compito che è radicato nel nome stesso del movimento, derivato dalla mistica islamica sufi che significa "catena" o "legame" e unisce l'uomo a Dio.

    Il lavoro svolto da "Silsilah" in questi anni ha ottenuto anche prestigiosi riconoscimenti a livello internazionale: nel 2013 il Goi Peace Award, assegnato dalla Goi Peace Foundation, ente giapponese impegnato nella promozione della pace, oltre le barriere della razza, religione, credo. E ancora l'edizione 2014 del World Interfaith Harmony Week (WIHW), premio promosso e sostenuto dal re di Giordania Abdullah II. Ricevendo il premio, p. D'Amrab ha sottolineato che "quando le forze della distruzione lavorano duro, questo è anche il momento in cui le forze della pace e dell'armonia devono lavorare in modo ancor più forte".

    Il suo lavoro è costellato, fra successi e riconoscimenti, anche da momenti di difficoltà sfociati in frustrazione, come avvenuto lo scorso settembre quando un raid dell'esercito filippino nel Sud ha causato migliaia di sfollati e alimentato il clima di sfiducia di natura etnica e confessionale. In quel caso il Movimento ha moltiplicato i suoi sforzi e le risorse, per restituire un clima di fiducia e di confronto nell'area e limitare al massimo i danni e le violenze inferte dal conflitto.

    Il missionario Pime ricorda i primi passi compiuti da "Silsilah" sotto "il regime di Marcos, con la legge marziale in vigore"; uno dei segreti è che l'istituto "più che una Ong che vuole risolvere problemi - afferma - è un movimento di dialogo e di pace, che parte proprio dalla spiritualità". Un elemento di difficile comprensione in un primo momento, ma che oggi "comincia a prendere piede anche a livello mondiale" grazie anche a eventi straordinari come "la lettera dei 138 saggi musulmani a Papa Benedetto XVI", basata su Corano e Bibbia. "Questi fatti - aggiunge - poco alla volta entrano e fanno breccia: uno dei successi del movimento è aver formato, nel corso di campi estivi, leader musulmani e cristiani che oggi sono a capo di comunità religiose o istituzioni".

    La spiritualità del movimento emerge anche dalle esperienze di cammino proposte nel tempo da "Silsilah", come il nucleo Emmaus Catholic Circle che ha formato cattolici, laici e non, alla missione per il dialogo e la pace. Il nostro sogno, racconta p. D'Ambra, è quello di "fare altrettanto con i musulmani" e garantire anche a loro "questo contesto privilegiato di formazione". Dalla recente Settimana nazionale per il dialogo interreligioso al Congresso nazionale sulla spiritualità, sono molte le iniziative proposte dal movimento, col proposito di infondere in tutta la popolazione "la cultura" dell'incontro e del confronto, "una cultura che parte da Dio e che ritorna a Dio".

    Il missionario Pime auspica che l'accordo di pace fra Manila e Milf (il Moro Islamic Liberation Front) - il Comprehensive Agreement on the Bangsamoro, Cab - possa portare la pace, anche se restano voci contrarie. Il lavoro di "Silsilah" è ancora lungo, conclude, "si vedono dei frutti ma la strada da fare p ancora molta e dobbiamo essere sempre un segno di speranza per la gente".

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