11/10/2013, 00.00
ASIA
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Simposio di AsiaNews: la missione dei cristiani per il futuro buono dell'Asia

Il grande affresco tracciato dal card. Pell e le parole del card. Filoni mostrano che in Asia, dentro le luci e le ombre, vi è una forte ricerca religiosa e un grande avvenire per la Chiesa. L'importanza del Terzo settore sottolineato dal prof. Caloia. Per p. Samir sconfiggere il fondamentalismo islamico è possibile (senza le armi). La missione in Asia è ancora all'inizio.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Il futuro buono dell'Asia può essere garantito se si afferma la libertà religiosa e l'impegno dei cristiani nella società. In ogni caso, pur colpiti da persecuzione ed emarginazione, i cristiani riescono già fin d'ora ad essere segni di umanità piena di speranza per il loro continente  e per il mondo.

È la sintesi appena accennata della ricchezza di suggerimenti e indicazioni emersa dal simposio celebrato due giorni fa nell'Aula magna della Pontificia Università Urbaniana, in occasione dei 10 anni del sito AsiaNews.it.

Il tema, "Dieci anni dell'Asia - Dieci anni della nostra storia", voleva ripercorrere le tappe attraverso cui le pagine web di AsiaNews sono divenute sempre più "una fonte indispensabile di informazioni sulla vita sociale, politica, economica e religiosa in Asia", come ha sottolineato il card. George Pell, arcivescovo di Sydney

Ma soprattutto il simposio ha cercato di fotografare la realtà asiatica nei suoi sviluppi e nelle sue contraddizioni, tentando di intuire i passi e le condizioni per il futuro.

Al Simposio sono intervenuti come relatori, oltre al card. Pell, mons. Savio Hon Tai-fai, segretario della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli; p. Samir Khalil Samir, islamologo a Beirut; l'economista prof. Angelo Caloia, insegnante presso la Cattolica di Milano e la Lumsa. Le relazioni sono state inframezzate dall'esecuzione di alcuni canti polifonici del gruppo Millennium Ensemble (composto da italiani, russi e kazaki), che hanno cantato il Credo della liturgia bizantino slava e una "Elegia per i martiri", composta a ricordo delle sofferenze dei cristiani in Asia.  La conclusione-preghiera è stata affidata a suor Elena, Missionaria della Carità, che ha mostrato la fecondità per l'Asia e per il mondo del carisma di Madre Teresa, vissuto dalle sue suore.

Fra gli ospiti, diversi rappresentanti delle ambasciate asiatiche ed europee presso la Santa Sede, oltre ad esperti e studiosi dell'Asia. Ospite imprevisto e gradito è stato il Prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, card. Fernando Filoni, che nel salutare l'assemblea, ha ribadito l'importanza dell'Asia e ha riferito della sua sorpresa nell'incontrare la vivace Chiesa coreana, nel suo recente viaggio in quel Paese.

Nel suo ampio e documentato intervento, il card. Pell ha mostrato come l'Asia influenza l'Oceania e in particolare il suo Paese l'Australia, il cui export di materie prime e alimenti è rivolto in larga parte proprio all'Asia e alla Cina. Le due economie (Cina e Australia) sono così dipendenti che "se la Cina starnutisce - ha detto - l'Australia prende il raffreddore".

Egli ha anche mostrato che l'Australia, è un Paese di "profughi" dove vi è un alto tasso di immigrati e di integrazione. I cattolici asiatici - dal Medio Oriente, dalle Filippine, dal Vietnam, dall'India - giunti nella grande isola oceanica sono "fonte di forza e vitalità per la comunità cattolica". "La comunità vietnamita - ha aggiunto - è una fonte in crescita di vocazioni al sacerdozio e nel 2011 il vescovo Vincent Long Van Nguyen, venuto in Australia come rifugiato, è divenuto il primo vescovo vietnamita del Paese".

Il cardinale ha poi tratteggiato le luci e le ombre del continente asiatico: lo sviluppo economico basato solo sulla dimensione strettamente materiale; i danni all'ecologia; la ricchezza crescente; il pericolo di un imminente inverno demografico, che già tocca Russia, Giappone, Corea e la Cina. Ma egli ha mostrato anche come in Asia vi è "la forza, la grandezza e l'ineluttabilità dell'impulso religioso nel cuore umano". In tal modo, di fronte al materialismo e al secolarismo portato dalla globalizzazione, si registra un forte risveglio religioso  tanto che, se continua il presente trend fra protestanti e cattolici, in capo a 10-20 anni, "la Cina diverrebbe la terza nazione cristiana al mondo dopo Stati Uniti e Brasile".

Proprio in relazione alla grande domanda religiosa del continente asiatico, mons. Savio Hon ha parlato del legame necessario fra contemplazione e missione, comunione e azione, necessaria per ogni attività missionaria, anche per il lavoro di comunicazione come quello di AsiaNews. Mons. Hon, unico membro cinese della Curia vaticana, ha citato come esempio il carteggio fra santa Teresa di Lisieux e un missionario delle missioni Estere di Parigi, p. Adolphe Roulland ed ha augurato "che AsiaNews, nei suoi sforzi di prendere parte alla missione della Chiesa, sia sempre sostenuta dalla preghiera di santa Teresa, nella speranza che le notizie dell'Asia, siano belle o brutte, forniscano un'occasione per la comunione e la contemplazione".

Citando una frase di Alexander Solzenicyn, secondo il quale i lager sono divenuti i nuovi "monasteri di clausura", il direttore di AsiaNews, p. Bernardo Cervellera, ha voluto ricordare i sacerdoti, le suore e i vescovi che soffrono persecuzione  e prigionia e che perfino nel carcere danno segni di fecondità apostolica, come il cardinale vietnamita Francesco Saverio Van Thuan, di cui è stata aperta la causa di beatificazione.

Il gesuita p. Samir Khalil si è soffermato su ciò che ha caratterizzato di più il Medio oriente negli ultimi 10 anni: la crescita del fondamentalismo islamico che miete vittime fra i cristiani e fra i musulmani. Questi 10 anni hanno pure mostrato il fallimento delle operazioni militari (Afghanistan, Iraq, Libia, Siria). La crescita del fondamentalismo è dovuta in parte al contatto con un occidente spesso visto come ateo e immorale, ma soprattutto alla crisi culturale, politica e religiosa di cui soffre l'islam a paragone con la società moderna. Per il grande islamologo, sradicare il fondamentalismo è possibile se il mondo musulmano accetta di confrontarsi con la modernità in un'opera di discernimento su ciò che è buono e non buono e se accetta di rivedere gli elementi storici della propria fede, salvando il nocciolo originario e liberandolo dalle incrostazioni culturali aggiunte nei secoli. Rimane importante la presenza dei cristiani nel mondo islamico che in collaborazione coi musulmani moderati, possano costruire una società  senza discriminazioni, evitando il fondamentalismo e il laicismo.

Nella sua elaborata relazione, il prof. Caloia, ha spiegato "il miracolo economico asiatico", ma ha anche mostrato la necessità di correggere il tiro, con politiche meno tese al solo export, con maggiore attenzione alla popolazione (educazione, sanità, pensioni), camminando verso la democrazia. Egli ha fatto notare che per questo cammino di sviluppo più umanistico, è necessaria la testimonianza e l'impegno del Terzo settore, che correggono l'unilateralità del mercato e del profitto per prendere a cuore i molti "bisogni umani non soddisfatti perché non rimunerati".

Il p. Cervellera, dopo un'analisi sulla crescita economica dell'Asia che sta rischiando di farla scoppiare nelle divisioni e nei conflitti, ha mostrato anche la forza di crescita delle Chiese asiatiche, capaci di "affascinare" l'uomo asiatico che  globalizzazione e fondamentalismo rischiano di cancellare "nell'anonimato".  E ha ricordato la profezia di Giovanni Paolo II, divenuta lo slogan della testata di AsiaNews: "L'Asia, ecco il nostro comune compito per il terzo millennio".

"Dopo 10 anni con l'agenzia on-line - ha detto - questo compito 'per il terzo  millennio' è ancora all'inizio: l'Asia è ancora il continente con il maggior numero di non cristiani al mondo (circa l'80%), e il suo diventare 'centro del mondo', con le grandezze e le storture..., rende la testimonianza dei cristiani ancora più urgente. Noi crediamo che in Asia si giocano i destini prossimi del mondo e della Chiesa".

Il messaggio di papa Francesco ad AsiaNews e il desiderio da lui espresso  di viaggiare in Asia nel prossimo anno, confermano su questa linea.

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