29/08/2016, 10.39
LIBIA
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Sirte liberata da Daesh

Lo annuncia il portavoce di Bunyan El Marsus, le milizie dell’ovest libico, alleate del governo di unità nazionale. I fuggitivi scappano verso il sud. Sopravvalutata la forza dello Stato islamico: un mito costruito dai media. Salvare i pozzi petroliferi di Sharara da eventuali rappresaglie.

Sirte (AsiaNews) - Le truppe di Bunyan El Marsus hanno preso, ieri il controllo dei quartieri 1 e 3  della città litorale libica di Sirte dando inizio all’ultima battaglia per sradicare il “Califfato Islamico” dal Paese.  Bunyan El Marsus è il nome delle milizie dell’ovest libico, alleate del governo di unità nazionale, chiamate così in base al termine “Fermamente legato”, menzionato nel Corano ( sura Al Saf, v.4).

Secondo Reda Issa, portavoce di Bunyan Al Marsus, partecipano all’attacco 1000 uomini delle sue milizie aggiungendo che “ la vittoria sarà certa”. L’ufficio stampa del gruppo ha fatto sapere che l’attacco terrestre è avvenuto dopo una notte intensa di raid aerei, da parte delle Forze Alleate , ovvero dall’aviazione militare statunitense, contro le postazioni di Daesh a Sirte.

Un testimone oculare a Sirte, contattato da AsiaNews via Skype, afferma di aver visto due giorni fa dei carri armati dello Stato  Islamico circolare nel quartiere 1 di Sirte in mezzo ai palazzi residenziali, e di aver assistito ad azioni di caricamento di armi e missili su macchine 4X4. Su tutti i tetti dei palazzi del quartiere venivano innalzate le bandiere nere dell’Isis. Tuttavia la resistenza in questo quartiere sembra sia stata meno che insignificante. Ciò dimostra, se fosse ancora necessario,  che Daesh è grande solo grazie alle esagerazioni delle sue forze belliche diffuse e trasformate in mito  dai media, soprattutto quelli occidentali, ciò che in realtà non corrisponde al vero sul terreno delle battaglie.  Daesh è  “un gigante di fumo che al primo soffio serio svanisce” dice l’analista libanese A.  Nakkash, e quanto avviene sul terreno ovunque viene attaccato Daesh con truppe militari dimostra che questa affermazione è vera.

La battaglia per riprendere il controllo di Sirte, città natia dell’ex leader libico Muammar Gheddafi, era iniziata una settimana fa ed è andata avanti per tre giorni, fino al 24 agosto, quando gli attacchi terrestri si sono interrotti per permettere all’aviazione Usa di colpire via aerea tutte le postazioni di Daesh. Il 23 agosto l’esercito americano aveva annunciato l’utilizzo di elicotteri militari partiti dalla nave da guerra USS Wasp ancorata nelle acque del Mediterraneo. Il giorno dopo, durante una visita alla base militare Africom, il primo ministro libico Faiz Al Siraj chiedeva un aiuto ufficiale  alle Forze americane per un “sostegno militare” nella lotta contro Daesh.

Da ieri le ultime postazioni di Daesh a Sirte sono sgombrate. Comunque la città è lungi dall’essere completamente liberata: ci sono cecchini che sparano da alcuni tetti e la città è stata disseminata di esplosivi e mine, vicino agli alberi e con macchine imbottite di esplosivi e parcheggiate in varie parti dei quartieri 1 e 3.

Come avviene sempre quando sono attaccati, i combattenti di Daesh fuggono e vanno a disperdersi in zone dove vi è un vuoto di potere. Questo vuoto è ora in direzione sud del Paese, dove un capo tribù dei Tabù, contattato da AsiaNews, ha riferito che nelle zone remote del Weddan sono stati visti persone estranee con” macchine nere e munizioni”.

Ora la priorità è salvare  i pozzi petroliferi di Sharara da eventuali danni che Daesh potrebbe causare come rappresaglia. (P.B.)

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