02/02/2010, 00.00
INDIA
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Steve Ray, la riscossa cattolica contro le sette in India

di Nirmala Carvalho
Un “apologeta” americano spiega la fede cattolica e le falsità delle sette evangeliche. A Mumbai vi sono 600 gruppi pentecostali che allontanano fedeli dalla Chiesa cattolica. Per rendere i cattolici meno “politicamente corretti” e più evangelizzatori, mons. Agnelo Gracias, vescovo di Mumbai, ha proposto una tre-giorni di catechismo e approfondimento.
Mumbai (AsiaNews) – Almeno 2500 persone hanno affollato per tre giorni la St Peter’s Church di Bandra per ascoltare le lezioni di Steve Ray, un cattolico convertito dal protestantesimo sul valore e l’autenticità della fede cattolica, in polemica con le sette evangeliche presenti in India, che cercano di staccare fedeli dalla Chiesa cattolica.
 
Steve Ray, americano 50enne, è nato da una famiglia di battisti. Siccome la Chiesa evangelica permetteva l’aborto, l’ha lasciata accusandola di “superficialità”.
 
Dopo un lungo periodo di riflessione, lui, sua moglie e i suoi 4 figli sono entrati a far parte della Chiesa cattolica e da allora Steve è divenuto un “apologeta”, che spiegando la fede della Chiesa cattolica rintuzza alcuni luoghi comuni delle sette protestanti sul credo e sulla tradizione.
 
Soprattutto le “lezioni” di Steve Ray servono a rendere più cosciente e più personale l’adesione alla Chiesa. Nei tre giorni a Bandra (dal 29 al 31 gennaio), egli ha incoraggiato i cattolici ad essere decisi e diretti nella loro fede, senza timore o vergogna, causati da “sensibilità ecumeniche” o credendo che la fede sia una cosa personale e intima. “Abbiamo ricevuto il sigillo del battesimo – egli ha detto – e questo è un dono enorme, e ognuno di noi è chiamato ad essere evangelizzatore”.
 
Nei suoi incontri egli ha parlato della presenza reale di Gesù Cristo nell’eucarestia; del rapporto fra Scrittura e tradizione; del primato pietrino, della Madonna.
 
Il suo discorrere è semplice, ma profondo e fondato sugli studi da lui fatti sui Padri e sulla storia della Chiesa.
 
Sull’eucaristia, ad esempio, dopo aver spiegato le radici giudeo-cristiane del sacramento, e il racconto di san Giustino di come avvenivano le liturgie paleocristiane, ha demolito l’argomento protestante, secondo cui l’eucaristia è solo “memoriale” (ricordo) e non “sacrificio”. E ha spiegato che negli Stati Uniti, molti cattolici che avevano lasciato la fede, ora ritornano perché “hanno sete dell’eucaristia”. “Ad ogni messa – ha sottolineato – l’agnello innocente di Dio viene sgozzato per noi”.
 
Sulla questione della Scrittura e della tradizione, egli ha fatto comprendere che tutti coloro che leggono la Bibbia la leggono “a partire da una tradizione”. “La gente che dice di ‘leggere solo la Bibbia’ in realtà la legge attraverso gli occhi della tradizione che ha accettato, sia essa fondamentalista, calvinista, pentecostale, battista o altro.
 
“La posizione protestante – egli dice, non senza umorismo – non è ‘biblica’, perché è recente. Solo la tradizione cattolica è in piena continuità con la cristianità storica” .
Anche sul ministero pietrino , oltre a mostrare i dati della storia ecclesiale, Steve Ray fa qualche battuta sul fatto che “se mettete alcuni membri di differenti comunità protestanti nella stessa stanza (battisti, metodisti, luterani, ecc…) essi non saranno d’accordo su niente. Solo su una cosa saranno d’accordo: il disprezzo per il papa”.
 
Mons. Agnelo Gracias, vescovo ausiliare di Mumbai, spiega ad AsiaNews il motivo di queste giornate: “Purtroppo, alcuni cattolici hanno lasciato la Chiesa per unirsi a qualche setta. Solo a Mumbai vi sono almeno 600 gruppi pentecostali. Siccome molti nostri fedeli stanno andando in queste sette, è un’urgenza pastorale aiutarli a capire. Per questo abbiamo domandato alla Family of Faith Foundation [l’organizzazione di Steve Ray] di dare una serie di programmi di formazione, partendo proprio da quei punti che vengono spesso attaccati, per far comprendere ai nostri fedeli che quanto crediamo è fondato sulla Bibbia letta nell’alveo della tradizione”.
 
Da parte sua, Steve Ray, si è detto emozionato e ha pianto vedendo la partecipazione di tutta quella gente. Nel suo blog scrive “ho le lacrime agli occhi stando davanti a questi fedeli che sono stati attaccati [perseguitati dai radicali indù – ndr] e umiliati”.
 
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