20/06/2017, 11.38
KAZAKHSTAN
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Stretta di Astana contro l’estremismo nelle religioni

Condanne a musulmani e Testimoni di Geova per “incitamento all’odio religioso”. I processi vengono condotti spesso in segreto. Annunciato un nuovo programma di teologia all’interno delle prigioni per evitare la radicalizzazione dei detenuti.

Astana (AsiaNews/Agenzie) ­ Nelle corti kazake si susseguono i processi sulla base dell’articolo 174 del codice penale che condanna l’“incitamento all’odio religioso”. Le udienze si tengono spesso a porte chiuse, facendo sì che molti casi rimangano sconosciuti. Anche quando se ne ha notizia, la loro segretezza rende difficile stabilire la fondatezza dell’accusa.

Lo scorso 13 giugno il servizio penitenziario nazionale ha introdotto teologi per impedire la diffusione di idee islamiste e terroriste fra i carcerati. Tuttavia, non sono solo musulmani quelli accusati di incitamento all’odio religioso.

L’agenzia stampa norvegese Forum 18 riporta diversi casi, fra cui quelli di quattro musulmani sunniti che avevano studiato all’Università islamica medina in Arabia Saudita. Nariman Seytzhanov, 28 anni, è stato condannato a cinque anni di prigione il 9 giugno dalla corte di Kokshetau, nella regione Akmola. Il processo era iniziato il 25 aprile a porte chiuse. L’accusa si basava su tre registrazioni in cui Seytzhanov si rivolgeva a dei pellegrini che stava accompagnando in Arabia Saudita lo scorso ottobre come guida per un’agenzia di viaggi di Astana. A quanto riferito da un suo amico, Seytzhanov “stava solo spiegando come condurre l’hajj o il pellegrinaggio minore umra”.

Il caso di Satymzhan Azatov, l’ultimo di questi quattro, verrà esaminato di nuovo domani ad Astana. Azatov è accusato di aver incitato all’odio in un bar. Per il processo, che sarà aperto ma in un’aula che ospita solo 15 persone, la procura si è rivolta a Roza Akbarova, incaricata di fornire un’“analisi esperta” che dimostri la natura estremista dei suoi discorsi. Secondo Akbarova, Azatov avrebbe parlato in maniera negativa degli sciiti accusandoli di aver fatto esplodere una moschea.

Akbarova era già intervenuta nelle condanne a due anni di lavori forzati di Tklas Kabduakasov, avventista del settimo giorno, e a cinque anni di prigione di Teymur Akhmedov, Testimone di Geova (TdG). Di fatti, anche queste fedi sono state considerate estremiste nei processi a loro carico. Secondo Akbarova, una parte del materiale rinvenuto nel 2015 nell’abitazione di Kabduakasov conteneva “espressioni dell’esclusività e superiorità del cristianesimo sull’islam”.

Il TdG Akhmedov era stato arrestato lo scorso gennaio per aver discusso la sua fede con sette giovani uomini, rivelatisi informatori della polizia segreta Knb (National Security Committee of the Republic of Kazakhstan) sotto copertura di studenti. Altri TdG sono stati indagati lo scorso 14 aprile: uno di loro aveva dato una copia di una pubblicazione dei TdG a “una persona interessata”. La polizia ha definito il testo “estremista” perché vietato nella vicina Russia, sebbene nessun testo dei TdG sia bandito nel Paese dell’Asia centrale.

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