31/05/2010, 00.00
CINA

Suicidi alla Foxconn: capitalismo e marxismo trattano gli uomini come animali

di Wei Jingsheng
Il grande dissidente analizza la scia di suicidi nella fabbrica del Guangdong e punta il dito contro il sistema sociale cinese, che trasforma gli imprenditori(anche quelli occidentali) in diavoli senza morale e annulla diritti sindacali, morale e democrazia in nome del profitto. Le connivenze dell’imprenditoria e dei media in Occidente.
New York (AsiaNews) – Di recente , la notizia più letta nei media cinesi e internazionali è quella che riguarda la serie continua di suicidi che accomuna più di 12 operai della Foxconn, industria guidata dal taiwanese Terry Gou. Questa serie è stata ribattezzata “l’incidente Foxconn”. Mentre questi lavoratori si gettano dall’alto verso la morte, i media – specialmente quelli di Hong Kong, Taiwan e internazionali – continuano a scavare per avere altre notizie. Ma già ora, nonostante la limitata conoscenza della situazione, sappiamo che l’aumento del brutale sfruttamento dei lavoratori cinesi da parte dei capitalisti in Cina ha già sorpassato le “fabbriche dello sfruttamento” criticate da Karl Marx.
 
La teoria marxista non era in realtà così buona, e ha portato enormi disastri alla razza umana nel corso del secolo scorso. Eppure, almeno, Marx era una persona con alcune doti. Se oggi avesse la possibilità di commentare il modo di fare del Partito comunista in Cina, lo rigetterebbe del tutto. Ci sono prove orribili che confermano questa ipotesi: Marx sarebbe costretto ad ammettere i propri errori e gettare via la sua teoria della “dittatura del proletariato”. Infatti, proprio sotto sistemi che usano questa teoria, i capitalisti usano – senza alcuna restrizione - i lavoratori come animali. E questo conferma la teoria marxista secondo cui “i lavoratori sono soltanto uno dei fattori essenziali della produzione”.
 
Qualcuno potrebbe obiettare: non sappiamo se Terry Gou sia un marxista, e non sappiamo se “l’incidente Foxconn” sia connesso alla “dittatura del proletariato”. Nei fatti, il signor Gou non è un marxista, neanche auto-proclamato. Però, “l’incidente Foxconn” è collegato alla “dittatura del proletariato”. Non sono forse i capitalisti del mondo intero ad apprezzare così tanto il Partito comunista cinese da spendere i propri soldi per convincere i governi occidentali ad aiutare il governo cinese? Perché la cosiddetta “stampa libera” dell’Occidente, controllata dalle grandi industrie, ha cantato senza ritegno le lodi del Partito, arrivando fino a mentire su una situazione di pace e prosperità all’interno della Cina?
 
Questa volta, Marx ha ragione: mossi da superprofitti, questi capitalisti non si pongono limiti nel fare ogni cosa crudele, compresi omicidi e incendi dolosi. Chi offre loro questi superprofitti? L’investimento rappresentato da una forza lavoro cinese, di buon livello e a poco prezzo. Se la manodopera cinese produce buoni prodotti, come possono questi essere a poco prezzo? Sono molti gli operai del terzo mondo che producono beni a basso prezzo, ma non sono della stessa qualità. Molti industriali del mondo occidentale hanno cercato in giro per il mondo, ma hanno trovato soltanto pochissimi altri casi simili a quello cinese.
 
Ma allora che tipo di condizione speciale permette ai lavoratori cinesi di produrre buoni prodotti nonostante paghe misere e pessime condizioni di lavoro? Gli studiosi riuniti dai capitalisti hanno prodotto tutta una serie di costruite teorie che spiegano questa situazione in favore, appunto, dei capitalisti. Ma questo è il loro modo di comportarsi, quindi possiamo permetterci alcune critiche. In ogni caso, possiamo notare che questi analisti hanno tutti sottostimato un fattore estremamente importante: lo sviluppo sociale della dittatura. Questa dittatura ha aiutato i capitalisti a distruggere il più importante avversario nella competizione per il lavoro, ovvero i sindacati.
 
Senza sindacati che rappresentano i lavoratori, gli industriali non hanno alcuna necessità di pagare salari ragionevoli ai loro operai. Il “valore del surplus” teorizzato da Marx si è realizzato in Cina, interamente e in maniera evidente. Le cosiddette “paghe ragionevoli” concesse dagli industriali bastano appena a mantenere le minime condizioni di vita. La cosiddetta “uguaglianza fra uomini e donne” ha portato a ridurre i salari a metà. Molte famiglie non possono sopravvivere con lo stipendio di un solo coniuge. Ma i lavoratori sono esseri umani, non animali. Oltre ai salari, hanno bisogno di uno sviluppo che permetta loro di vivere come uomini non soltanto a casa, ma anche sul posto di lavoro.
 
In Oriente, lo stile della tradizione feudale giapponese – totalmente irragionevole – non basta a convincere i giovani. A questo pensa la dittatura. Se uno organizza un sindacato può finire in galera, ma se non sei sottomesso e servile puoi essere picchiato, con mazze e a mani nude. Alcune testimonianze parlano persino di manganelli elettrici e manette. Secondo le statistiche ufficiali del governo cinese, le pistole comprate dai privati ricchi, che finiscono in mano ai loro piccoli eserciti privati, sono obsolete rispetto a quelle della polizia. E quindi si capisce molto bene chi governi questa dittatura.
 
Parlando con i capitalisti di varie nazioni che hanno investito in Cina, ho chiesto perché non permettano l’organizzazione di sindacati e perché le condizioni di lavoro siano così terribili. Le loro risposte sono due: la prima è che i sindacati in Cina non esistono, e quindi non possono iniziarli loro. L’altra è che, tramite i sindacati, il Partito avrebbe l’opportunità di controllare la produzione: quindi sarebbe meglio investire in posti lontani dalla leadership comunista.
 
Il compito di questi capitalisti è quello di fare denaro. Non hanno la responsabilità di mantenere una morale. In Occidente, dove esistono standard morali e legali normali – così come sindacati che proteggono gli interessi e i diritti dei lavoratori – devono invece preoccuparsi di essere “buoni” capitalisti. Eppure, sotto la dittatura comunista, la loro fame di denaro li trasforma in esseri simili ai conigli selvatici dell’Australia dove, senza predatori naturali, perdono ogni inibizione.
 
I comunisti sono responsabili di aver creato un ambiente economico dove non esistono nemici naturali. I capitalisti vengono trasformati in diavoli dittatori. Nelle loro nazioni, però, non permetterebbero mai abusi ai lavoratori di questo tipo. Come ha detto Marx, peggiorano nella misura della capacità di profitto che viene loro offerto. Quando parliamo di diritti umani, democrazia, stato di diritto e morale, alcune persone pensano che stiamo pregando. Invece, guardiamo la gabbia della Foxconn. Guardiamo ai nostri compagni che si sono uccisi. Possiamo ancora dire che questi problemi siano irrilevanti rispetto ai diritti umani e alla democrazia?
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
La Foxconn aumenta per la terza volta gli stipendi
07/06/2010
Cina, gli scioperi colpiranno la competitività
18/06/2010
L’ondata degli scioperi arriva a Shanghai
09/06/2010
Slogan e maschere da clown contro i suicidi alla Foxconn
19/08/2010
Un nuovo suicidio alla Foxconn nel Jiangsu
06/08/2010