27/07/2019, 09.00
INDIA
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Tamil Nadu, 100mila fedeli di ogni religione alla processione di san Giacomo

La chiesa è il primo luogo di culto cattolico dell’isola di Rameswaram. La diffusione del cristianesimo si deve al Servo di Dio Antonio Criminali, secondo martire dell’India. Sulla facciata dell’edificio, oltre alla Croce, sono presenti i simboli religiosi dell’induismo e dell’islam, a significare che sono benvenuti i fedeli di tutte le religioni.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Più di 100mila fedeli di ogni religione hanno partecipato alla processione annuale della chiesa di san Giacomo a Thangachimadam, sull’isola di Rameswaram, nello Stato del Tamil Nadu. L’evento si è tenuto il 24 luglio scorso sul piazzale antistante la piccola chiesa, addobbata con luci colorate. Ravichandrramavanni, presidente dell’unione cristiana locale, sostiene che “sebbene sia una festa cristiana, vi partecipano persone di altre religioni. È solo grazie alla fede che i devoti affollano il festival”.

La manifestazione attira migliaia di persone ogni anno, che giungono sulla piccola isola nel Golfo di Mannar per questa e altre celebrazioni religiose. La festa si protrae per 10 giorni e la chiesa è sicura che tanti altri fedeli accorreranno. Secondo il presidente, “la gente affolla la chiesa per la grande fede nel potere di guarigione attraverso la preghiera”.

La festa è iniziata con la celebrazione della messa al calar della sera, con le luci delle decorazioni che illuminavano i carri e la facciata del luogo di culto. Poi è partita la processione di tre carri – da qui il nome “Chariot fastival” con cui è conosciuta la manifestazione – che trasportavano tre statue: quella della Vergine Maria, di Gesù e di san Giacomo nella tradizionale raffigurazione a cavallo.

La chiesa si trova nel distretto di Ramanathapuram e rientra nella diocesi di Sivagangai. È il primo luogo di culto cattolico dell’isola, che ospita anche templi indù e moschee islamiche. L’edificio risale al 1644 ma la diffusione del culto cristiano si deve al gesuita italiano Antonio Criminali, Servo di Dio e secondo martire dell’India, che qui nel 1546 iniziò l’annuncio del Vangelo sotto una capanna. Egli venne ucciso tre anni dopo dai pescatori adirati contro i soldati portoghesi, consentendo la fuga via mare ai suoi fedeli che così, con il suo sacrificio, hanno trovato la salvezza.

La chiesa è nota a livello locale con il nome di St. James Santhiyagappar o Santhiya Rayapper Kovil. L’edificio è stato distrutto nel 1933 e riedificato sette anni più tardi nello stesso luogo. È frequentata anche da indù e musulmani e sulla facciata oltre alla Croce (simbolo cristiano), mostra la mezzaluna crescente (musulmano) e la torre (indù), a significare che in questo luogo tutte le fedi sono rispettate e sono benvenuti i fedeli di ogni religione.

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