02/09/2019, 09.57
LITUANIA – VATICANO
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Tamkevicius, il cardinale del dissenso sovietico

di Vladimir Rozanskij

Francesco ha inserito fra i nuovi cardinali l’arcivescovo emerito di Kaunas Sigitas Tamkevicius. Campione della libertà religiosa, ha tenuto duro nonostante arresti e persecuzioni. Il gruppo da lui guidato ha denunciato al mondo la verità dietro la cortina di ferro.

Mosca (AsiaNews) - Nella domenica dell’annuncio del nuovo concistoro, che si terrà il prossimo 5 ottobre, papa Francesco ha nominato tra i cardinali “simbolici” ultraottantenni una vera leggenda della “Chiesa del silenzio” dei tempi dell’Unione Sovietica, l’arcivescovo emerito di Kaunas Sigitas Tamkevicius.Ordinato sacerdote nel 1962 a 24 anni, egli esercitò il suo ministero come vicario nelle parrocchie di Alytus, Lazdijai, Kudirkos Naumiestis, Prienai e Simnas.

Nel 1968 entrò nella Compagnia di Gesù, che al tempo era illegale secondo la legge sovietica. Tamkevius fu tra gli iniziatori delle petizioni per protestare contro le restrizioni discriminatorie del regime sovietico nei confronti del seminario sacerdotale di Kaunas. Per questo motivo le autorità sovietiche proibirono a Tamkevicius di esercitare il suo ministero sacerdotale e lo costrinsero a lavorare in fabbrica e in un'area di bonifica per un anno.Mentre era vicario nella parrocchia di Simnas, iniziò la pubblicazione clandestina della Cronaca della Chiesa Cattolica della Lituania nel 1972.

La Cronaca registrò e rese pubblici in Occidente i fatti di discriminazione religiosa nella Lituania sovietica, a imitazione della Cronaca dei tempi correnti che negli stessi anni veniva diffusa da una ininterrotta staffetta di dissidenti sovietici, che denunciavano le violazioni dei diritti umani; i redattori venivano sistematicamente arrestati e imprigionati, ma qualcuno era sempre pronto a sostituirli. Le denunce si appellavano alla Dichiarazione dei Diritti Umani approvata a Helsinki nel 1975, sottoscritta anche dall’Unione Sovietica.

Gli accordi di Helsinki furono molto sostenuti dalla Santa Sede, e fu proprio grazie alla mediazione vaticana che gli Usa accettarono la firma congiunta dei sovietici. Si tratta di uno degli episodi-chiave della cosiddetta Ostpolitik vaticana nel tentativo di creare ponti oltre il muro della guerra fredda. I dissidenti si concentrarono sui principi enunciati in quella Dichiarazione, in cui era compresa la libertà religiosa, e vennero chiamati appunto “difensori dei diritti” (pravozaschitniki), dei quali Tamkevicius fu il principale esponente cattolico.

La Chiesa Cattolica lituana, resistendo più di altri alle persecuzioni ateiste, fu la vera pietra angolare per la comunità dei credenti nelle repubbliche sovietiche, non solo cattolici, ma unendosi ai dissidenti religiosi ortodossi e di altre confessioni; era “l’ecumenismo della croce”, di cui pure il nuovo cardinale seppe dare grande testimonianza.

Tamkevius fu parroco della parrocchia di Kybartai dal 1975 al 1983, e rimase direttore della Cronaca per 11 anni fino al suo arresto nel 1983. Insieme ad altri quattro sacerdoti lituani fondò il Comitato cattolico per la difesa dei diritti dei credenti nel 1978. Tamkevicius fu arrestato e processato, accusato di presunta propaganda e agitazione antisovietica nel1983. Fu condannato a dieci anni di prigione e di esilio. Trascorse la sua pena detentiva nei campi di lavoro di Perm e Mordovia. Fu esiliato in Siberia nel 1988, e fu liberato in seguito alla liberalizzazione della politica sovietica causata dalla perestrojka di Gorbacev.

La Conferenza episcopale lituana nominò Tamkevicius alla carica di direttore spirituale nel Seminario sacerdotale di Kaunas nel 1989, e l’anno successivo divenne rettore del Seminario. Fu in seguito consacrato vescovo e nominato ausiliare dell'arcivescovo di Kaunas il 19 maggio 1991; fu nominato arcivescovo di Kaunas il 4 maggio 1996. All'interno della Conferenza episcopale lituana, è stato sia presidente (1999-2002, 2005-2008 e 2008–2014) che vicepresidente (2002–2005). L'11 luglio 2015 papa Francesco ha accettato la sua rinuncia come arcivescovo, presentata per limiti d’età. Il nuovo cardinale sarà ispiratore della vera libertà religiosa anche oggi, in tempi ormai lontani dalle persecuzioni sovietiche, ma non meno complessi per le sfide che la Chiesa affronta in tanti Paesi del mondo a oriente e occidente.

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