11/02/2020, 15.21
IRAN
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Teheran celebra il 41mo della Rivoluzione islamica nel segno del ‘martire’ Soleimani

Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in ricordo dell’ascesa al potere degli ayatollah. Manifestazioni in 5mila cittadine e distretti del Paese. Religione e politica hanno reso omaggio all’alto militare e diplomatico ucciso a gennaio in un raid Usa. Rouhani lancia un appello al voto in vista delle parlamentari. Ma le difficoltà economiche per la popolazione restano. 

Teheran (AsiaNews/Agenzie) - Centinaia di migliaia di iraniani, alcuni milioni secondo alcune fonti, hanno affollato vie e piazze del Paese per celebrare il 41mo anniversario della Rivoluzione islamica del 1979, che ha segnato la cacciata dello Sha e l’ascesa al potere degli ayatollah. Un evento che giunge in un contesto di forte tensioni internazionali e difficoltà economiche interne: dal ritiro statunitense dall’accordo nucleare (Jcpoa) all’introduzione delle sanzioni, dall’uccisione del gen. Qassem Soleimani alla rappresaglia di Teheran nel contesto della quale si è registrato l’abbattimento dell’aereo ucraino, sono molti i nodi tuttora irrisolti. 

I media di Stato iraniani riferiscono che le manifestazioni hanno interessato oltre 5mila fra città, paesi e distretti sparsi per la Repubblica islamica. Nella capitale, Teheran, gli abitanti si sono radunati presso la centrale piazza della Libertà (Azadi), dove il presidente Hassan Rouhani ha tenuto un discorso alla folla. 

I vertici religiosi e governativi hanno ribattezzato la giornata “l’alba di Soleimani”, per celebrare la memoria dell’alto ufficiali ucciso da un raid statunitense a colpi di droni a inizio gennaio a Baghdad. Sfidando la neve e il freddo pungente, la popolazione ha mostrato con orgoglio cartelli e poster con la sua immagine, scandendo a gran voce il suo nome. Lo stesso Rouhani ha voluto sul palco, accanto alla propria postazione, una foto a grandezza naturale di Soleimani definito dal presidente un “diplomatico di lungo corso”, a sottolineare i molteplici ruoli ricoperti in questi anni da una delle figure più autorevoli e temute del Paese. 

Durante il suo intervento Rouhani ne ha approfittato anche per lanciare un appello al voto, in previsione delle prossime elezioni parlamentari in programma fra una decina di giorni. Le celebrazioni sono state anche occasione per mostrare le capacità militari del Paese, con una sfilata di missili e armi di ultima generazione. Il programma missilistico, ha però sottolineato il presidente, non ha scopi offensivi o di attacco verso altre nazioni della regione. 

La folla ha risposto con i tradizionali slogan e canti fra cui “morte all’America” e “morte a Israele” e non sono mancati gli attacchi diretti al presidente Usa Donald Trump, principale artefice della politica delle sanzioni e primo firmatario del cosiddetto “accordo del secolo” israelo-pastinese. Un piano che, secondo gran parte degli iraniani, va bocciato perché fonte di nuove violenze e divisioni. 

Alla vigilia delle manifestazioni i media di Stato avevano rilanciato l’appello di Hadi Khamenei fratello della guida suprema Ali Khamenei, il quale aveva invitato la popolazione ad “unirsi” a tutela della “sicurezza” del Paese e dell’intera regione. “La partecipazione alla manifestazione - ha aggiunto - è un segnale di unità”. Tuttavia, fra la folla non mancano critiche e disappunto per le difficili condizioni economiche in cui versa il Paese, teatro nei mesi scorsi di violenze proteste di piazza. La vita quotidiana è “dura” e “imprevedibile” racconta Rana, studentessa 20enne di biologia, a causa “dell’inquinamento, di un malcontento popolare diffuso, dei prezzi alle stelle”. A questo si aggiungono “l’isolamento” esterno e le “profonde disparità interne”. Le fa eco il 47enne elettricista Bahram Sobhani, il quale conferma che “é difficile trovare lavoro” e “si guadagna giusto il necessario per sopravvivere”.

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