27 Maggio 2017
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  • » 27/02/2017, 11.31

    THAILANDIA

    Thailandia: p. Pelosin, un missionario PIME tra bambini e anziani abbandonati delle baraccopoli



    Storie di “ordinaria” missione: insegnare a leggere e scrivere ai bambini delle baraccopoli, seguire gli anziani abbandonati, organizzare partite di calcio tra le baraccopoli, corsi di etica nelle scuole e attività per i bambini della parrocchia. E il 6 marzo l’appena rieletto superiore della Società missionaria thailandese andrà a Taiwan per concordare con il vescovo di Hunshu di aprire una nuova missione in quella diocesi.

    Pathumthani (AsiaNews) - Insegnare a leggere e scrivere ai bambini delle baraccopoli, seguire gli anziani abbandonati, organizzare partite di calcio tra le baraccopoli, corsi di etica nelle scuole e attività per i bambini della parrocchia. Già solo l’elenco delle attività “ordinarie” svolte nella parrocchia di  San Marco in Pathumthani dà un’idea della vita di padre Adriano Pelosin, il missionario del PIME che alla vigilia dei suoi 71 anni (li compirà il primo marzo) è stato rieletto dalla Società missionaria thailandese come superiore per altri 6 anni.

    Nella sua Lettera di Pasqua padre Pelosin racconta che “quest’anno abbiamo 17 preti membri, due preti associati e 10 candidati in seminario maggiore. Il 6 marzo andrò a Taiwan per concordare con il vescovo di Hunshu di aprire una nuova missione in quella diocesi. Incrementeremo anche la missione in Laos e in Cambogia. Qui nella parrocchia di San Marco in Pathumthani abbiamo aperto due piccoli centri in mezzo alle baraccopoli di Wat Sake e di Lat Lum Keo e il 15 Marzo apriremo un’altro piccolo centro a Wat Prai Fa per assistere i bambini  e gli anziani semiabbandonati; i cui genitori dei bambini sono in prigione per spaccio di droga furto e omicidio”.

    “Vi racconto alcune storie

    1. Bank, Boss, Ben, sono tre fratelli rispettivamente di 13, 11, e 9 anni . Abitano in casa della nonna che è uscita dalla prigione l’anno scorso.. La loro mamma è sparita da parecchi anni, il loro padre è in prigione. Un loro  zio  tre settimane fa ha ucciso un amico con cui stava bevendo alcool e adesso è in prigione; la zia moglie di questo zio, è stata presa dalla polizia e portata in prigone pochi giorni dopo per spaccio di droga. Il nonno materno è morto di cancro all’inizio di questo anno. La persona  che si prende più cura di questi bambini è una loro zia cieca che da circa un anno si sta preparando al battesimo che riceverà a Pasqua. Bank, Boss e Ben sono bravissimi giocatori di calcio. Per loro e molti altri bambini nella stessa condizione sociale stiamo terminando la costruzione di un campetto da calcio, un campo di pallacanestro, pallavolo e Takro’ (una specie di pallavolo che si gioca con i piedi e la testa).
    2. Ball è un bambino di 9 anni, fa la terza elementare. Due mesi fa il suo papà si è suicidato e la mamma se n’è andata con un altro uomo. È rimasto a casa con la zia vedova il cui il marito è morto  tre mesi fa e la sua mamma è pure morta da poco tempo. La zia, che si chiama Tai, vende granoturco dolce di fronte alla scuola del villaggio con un guadagno di circa quattro euro al giorno. Mentre mi racconta della sua vita le scendono  lacrime a fiumi....
    3. Peng è una bambina di 10 anni. I genitori si sono separati dopo qualche mese che era nata. La nonna, povera,  si è tenuta il fratello maggiore di Peng e ha dato Peng ad una vicina di casa proibendo ogni contatto con fratello e con la nonna stessa. La famiglia che ha allevato Peng ci ha fatto sapere che non potevano più tenere la bambina. Noi l’abbiamo portata in un nostro orfanatrofio  diretto dalla “Comunità Incontro”. Ogni volta che andiamo a trovarla piange  ininterrottamente.... Alla “Comunità Incontro” tre ani fa abbiamo portato anche Plag, 15 anni e Kuan, 12 anni.  La loro mamma è stata accolta nel centro diretto dalle suore della Trinità per la riabilitazione dei tossicodipendenti,  il loro  papà è in prigone per otto annni per spaccio di droga. Abbiamo anche portato Po, 12 anni, che non andava a scuola perchè il papà, separato dalla madre non si prendeva cura del figlio che rimaneva per le strade. Li’ abbiamo portato anche due fratellini: Pet 11 anni e ton 10 anni che quando la loro mamma era incinta di loro io ho implorato la madre di non fare l’aborto e ho promesso che avrei aiutato a mantenere i figli.
    4. Abbiamo scoperto solo da qualche giorno Beer,  un bambino di sette anni con un fratellino di cinque; vivono con il padre drogato che li caccia di casa spesso. I bambini non vanno a scuola... li stiamo seguendo ogni giorno...

    Avevo preparato una lunga lista di casi pietosi, ma mi fermo qui.  Devo pero’ ringraziare il Signore che mi ha mandato tante persone che mi aiutano in questo lavoro. Qui in casa parrocchiale vivono con me  10 giovani  dai 20 ai 27 anni. C’è anche un fratello salesiano di 48 anni. Due di loro quest’anno  entreranno nel seminario maggiore, e faranno parte della Thai Missionary Society e due andranno in India nel semianrio del PIME a Pune a studiare l’Inglese. Nella baraccopoli di Wat Sake c’è una signora in pensione che segue il centro, mentre un’altra signorina segue il centro di Lat Lum Keo; il 15 Marzo verrà una catechista ‘Cat’ che sarà nel nuovo centro di Wat Prai Fa. Con questi piccoli centri possiamo essere vicini alla gente giorno e notte.

    Facciamo vita quasi da monaci nella città: ci alziamo alle 5:30, alle sei cantiamo  l’Ufficio delle Letture e le Lodi, programmiamo la giornata, facciamo colazione. Quattro giovani:  Art, Pirun, Seek, Chak, vanno a insegnare nella scuola elementare di Wat Kok dove vanno i bambini delle baraccopoli vicine, Jam e Ocho vanno a insegnare a leggere e scrivere ai bambini della scuola a Wat Sake al mattino e al pomeriggio aiutano  nel doposcuola  circa trenta bambini; Chatri e ‘Ia’ Mong seguono gli anziani abbandonati, organizzano le partite di calcio tra  le varie baraccopoli,  fanno corsi di etica nelle scuole e organizzano le attività per i bambini tutti i sabati alla parrocchia di San Marco. Pan e Bi aiutano la signorina Fon a Lat Lum Keo, Bi è anche il factotum della comunità: (Bi è un ragazzo che io ho accolto diciotto anni fa). Alla sera alle 6:30 cantiamo i vesperi, celebriamo l’Eucaristia e ci raccontiamo che cosa è successo durante la giornata.

    Sono alla fine della lettera che termino solo per ragioni di spazio e del vostro tempo. Auguro a ttuti voi di prepararvi bene alla Pasqua seguendo Gesù fino al calvario con la sicurezza che la sofferenza e la morte non avranno più potere, ma la resurrezione sarà la nostra vittoria assieme al Risorto.

    Vi ringrazio di cuore anche a nome di tutti coloro che beneficiano dei vostri sacrifici, preghiere e offerte... un giorno ci sorrideremo a vicenda tutti  in Paradiso; perchè Gesù ha detto ‘Quello che avete fatto per questi miei fratelli più piccoli lo avete fatto a Me’. E Lui non si dimenticherà”.

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