09/01/2018, 11.16
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Tokyo incoraggia i papà a chiedere il congedo genitoriale

Secondo le ultime cifre, l’8,2% dello staff civile maschile idoneo ha fatto domanda. L’obiettivo è arrivare al 13% entro il 2020. Esistono ancora riserve, soprattutto nel settore privato.

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – Sempre più uomini impiegati nella pubblica amministrazione scelgono il congedo di paternità, incoraggiati dalle agenzie governative e dai propri funzionari di alto grado. In un contesto di lotta al persistente declino delle nascite, l'obiettivo è responsabilizzare i papà a partecipare alla crescita dei figli.

In base alla legge vigente, i lavoratori hanno tempo a chiedere il congedo genitoriale fino al compimento di un anno del proprio bambino, estendibile a due anni a certe condizioni.

Nell’anno fiscale 2016, conclusosi lo scorso marzo, l’8,2% dei lavoratori uomini idonei ha scelto il congedo genitoriale: il 2,7% in più rispetto l’anno precedente. Il governo mira ad arrivare al 13% entro il 2020, sia nel settore pubblico che privato. “Più di tutto, gli uomini, io incluso, devono cambiare il modo di pensare,” ha commentato il primo ministro, Shinzo Abe, durante una cerimonia di premiazione  tenutasi il 13 dicembre, nella quale si riconoscevano i meriti delle compagnie impegnate all’emancipazione femminile.

Le resistenze sono ancora molte, date dall’ambiente lavorativo e dal timore di danneggiare la propria carriera e le proprie speranze di promozione.

Al Ministero della salute, il lavoro e il welfare, i funzionari di alto grado – fra cui lo stesso ministro del lavoro – hanno esortato in maniera diretta il proprio personale maschile a prendere il congedo.  La campagna è iniziata nel 2015. Nel 2016, l’allora ministro del lavoro Yasuhisa Shiozaki si è autoproclamato “iku-boss” (boss che cresce un bambino). Il risultato della campagna è che il numero dei lavoratori maschi a prendere il congedo di paternità è salito di 13,7 punti, arrivando al 40,9%. Il ministero della finanza ha il più alto numero di personale maschile ad averlo chiesto fra tutte le agenzie di governo: 420 uomini, ovvero il 24,3%. Inoltre, qualora essi decidano di non fare richiesta, il ministero obbliga i propri dirigenti a presentare un rapporto che ne spieghi le motivazioni. L’autorità nazionale del personale, da parte sua, promuove misure a favore del congedo genitoriale, incluso il pagamento per intero dei bonus per i lavoratori che prendono fino a un mese di congedo.

Il dato resta scoraggiante se si introducono però le statistiche del settore privato: la proporzione dei lavoratori uomini scende al di sotto del 3,2%. Ora, la sfida per il governo è incrementare la percentuale in entrambi i settori.

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