18/02/2019, 16.00
VATICANO
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Trasparenza e responsabilità al centro dell’incontro sulla protezione dei minori

In ognuna delle tre giornate di lavori sarà affrontato un tema specifico: la responsabilità dei vescovi; la cosiddetta “accountability”, vale a dire a chi i vescovi e i superiori maggiori degli Ordini religiosi devono rendere conto; e la trasparenza.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Trasparenza e responsabilità saranno le chiavi dell’incontro che dal 21 al 24 febbraio affronterà in Vaticano il tema “La protezione dei minori nella Chiesa”, illustrato oggi dal card. Blase J. Cupich, arcivescovo di Chicago, da mons. Charles J. Scicluna, arcivescovo di Malta e  segretario aggiunto della Congregazione per la dottrina della fede, da padre Federico  Lombardi, S.I., presidente della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI e da padre Hans Zollner, S.I., presidente del Centro per la protezione dei minori della Pontificia università gregoriana.

Ognuna delle tre giornate di lavori, illustrate da padre Lombardi che dell’incontro sarà il moderatore, sarà dedicata a un tema specifico: la responsabilità dei vescovi; la cosiddetta “accountability”, vale a dire a chi i vescovi e i superiori maggiori degli Ordini religiosi devono rendere conto; e la trasparenza. I 190 presenti nell’aula nuova del Sinodo ascolteranno da giovedì a sabato tre relazioni al giorno, tenute anche da tre donne, a cui seguiranno domande e risposte e lavori di gruppo. Ci saranno poi anche testimonianze di vittime degli abusi – che saranno anche incontrate dal Comitato organizzativo - e momenti di preghiera.

Papa Francesco aprirà i lavori con un’introduzione e li chiuderà domenica con un discorso dopo la messa di domenica, nella quale a pronunciare l’omelia sarà l’arcivescovo Mark Coleridge, presidente della Conferenza episcopale australiana. L’altro momento liturgico si svolgerà sabato pomeriggio, con una liturgia penitenziale.

La necessità della trasparenza è stata affermata sia da mons. Scicluna che dal card. Cupich. L’arcivescovo di Malta, che fa parte del Comitato organizzatore, ha affermato che “la negazione è un meccanismo primitivo, ma dobbiamo allontanarci dal codice del silenzio, spezzare la complicità, perché l’omertà non è accettabile”. Egli ha chiarito che l’appuntamento, tassello di un cammino intrapreso da tempo, vuole creare i giusti presupposti perché poi ci sia un concreto “follow up”: i vescovi torneranno nelle proprie diocesi per continuare il lavoro, stilare “procedure”, consapevoli delle proprie responsabilità. Quando si tratta di “protezione dell’innocenza”, ha insistito, “non bisogna mollare”: occorre trovare soluzioni sempre più adeguate al problema, perché “la Chiesa sia un luogo sicuro per tutti, soprattutto i bambini”. Mons. Charles J. Scicluna ha parlato anche delle “aspettative” che ricadono su questo Incontro, precisando che si può partire dalle “aspettative ragionevoli”: in “tre giorni”, infatti, non potranno essere risolte tutte le questioni, fondamentale sarà poi la declinazione nelle singole realtà delle decisioni assunte.

Rispondendo poi alle domande dei tanti giornalisti presenti il cardinale Cupich, anch’egli membro del Comitato organizzativo, ha parlato di una “nuova alba per quello che riguarda la trasparenza”. Il porporato ha chiarito che i vescovi presenti, perlopiù presidenti di Conferenze episcopali, devono comprendere chiaramente quali sono le loro responsabilità in questo orizzonte, e che un “programma di salvaguardia” puntuale potrà evitare che si ripeta quanto accaduto in passato.

Il cardinale ha detto anche che molti di quanti prenderanno parte all’Incontro in Vaticano hanno avuto incontri con le vittime, come richiesto dallo stesso Papa Francesco, e che ciascuno “porta nel cuore le ferite” di chi ha subito abusi da parte di membri della Chiesa. Tra i temi affrontati dall’arcivescovo di Chicago, anche l’omosessualità che, ha precisato, non è “causa di abusi”; e gli adeguati metodi di screening da mettere in atto per quanti vogliono entrare in seminario, in modo che sia precluso l’ingresso a quanti sono “a rischio” “casi abusi su minori”.

Riguardo all’eventuale pubblicazione di dati e statistiche sulle vittime degli abusi e sui comportamenti adottati da membri della Chiesa per fronteggiare il problema, mons. Charles J. Scicluna ha detto che è una scelta alla quale probabilmente si arriverà, ma che “non basta pubblicare i numeri, ci vuole uno studio approfondito per dare un contesto”.

E’ stato attivato, inoltre, il sito ufficiale dell’evento – pbc2019.org – che rimarrà uno “strumento per sviluppare le iniziative future”. Padre Hans Zollner, presidente del Centro per la protezione dei minori della Pontificia Università Gregoriana, membro della Pontificia Commissione per la tutela dei minori e referente del Comitato organizzativo, ha illustrato il portale, che verrà regolarmente aggiornato, e il questionario proposto ai partecipanti.

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