18/02/2015, 00.00
INDIA
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Tribali Mundari, per la Quaresima in pellegrinaggio dalla "Madonna nera" dell'India

di Nirmala Carvalho
La comunità della parrocchia Beata Madre Teresa di Siadih raggiungerà il santuario mariano di Dhori Mata per chiedere l'intercessione di Maria questo tempo liturgico. Nel luogo sacro è esposta una statua di legno nero raffigurante la Vergine, ritrovata nel 1959 da una donna indù in una miniera di carbone.

Mumbai (AsiaNews) - Partirà domani il pellegrinaggio della comunità tribale Mundari della parrocchia Beata Madre Teresa di Siadih (diocesi di Jamshedpur, Jharkhand), per celebrare l'inizio della Quaresima. A guidare i 24 pellegrini è p. Lino Fernandes sfx, missionario del Pilar e loro parroco. Insieme percorreranno 300 km per raggiungere il santuario mariano di Dhori Mata (la "Madonna nera"), nel distretto di Bokaro, dove pregheranno la Madre Maria e chiederanno la sua intercessione per questo tempo liturgico.

Situato nei pressi della chiesa di sant'Antonio, il santuario mariano ospita una statua della Madonna in legno nero, alta 60 cm. "Il manufatto - racconta ad AsiaNews p. Fernandes - venne trovato nel 1956 in una miniera di carbone da un'operaia indù di nome Rupa, mentre stava scavando. La gente del posto volle costruire un santuario in suo onore, dove installare la statua. La chiamarono Dhori Mata, che significa Madonna Nera".

Da allora "centinaia di persone vengono a renderle omaggio e a chiedere benedizioni, a prescindere dalla casta e dal credo. I minatori la considerano loro protettrice: il santuario è circondato da miniere di carbone e l'intera area è coperta da un spesso strato di polvere nera". San Giovanni Paolo II, durante uno dei suoi viaggi in India, ha benedetto la statua.

"I nostri tribali Mundari - spiega il parroco - hanno raccolto i soldi per partecipare al pellegrinaggio [700 rupie a testa, circa 10 euro] vendendo del bestiame e usando parte dei loro guadagni giornalieri. Non vedono l'ora di partire per pregare Dhori Mata, che è stata trovata nello sporco della terra. Le sofferenze, la povertà e i travagli quotidiani di queste persone trovano risonanza nel colore di questa Madonna, che per loro rappresenta la liberazione dalla schiavitù esistenziale e spirituale".

Il pellegrinaggio inizierà con la celebrazione della Santa Eucarestia e proseguirà con la recita del Rosario. "Per questa comunità - sottolinea il missionario - è molto importante uscire dai villaggi e compiere questo pellegrinaggio, proprio come fece Maria partecipando al cammino di suo figlio".

P. Fernandes dichiara: "Maria è la nostra speranza. Ella ci accompagna attraverso il nostro cammino di sofferenza. Senza di Lei, non ci sarebbe Gesù Cristo; senza la Chiesa, non potremmo andare avanti".

La parrocchia Beata Madre Teresa di Siadih è composta per la maggior parte da tribali di etnia Mundari, un totale di 45 famiglie sparse in 25 villaggi, 10 dei quali distano anche 15-20 km dalla chiesa.

 

 

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