19/04/2013, 00.00
TUNISIA - ISLAM
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Tunisi, sassi e bottiglie dei salafiti contro una festa di studentesse

Le ragazze avevano organizzato una serata danzante nell'ostello dell'università. Per oltre un'ora i radicali islamici hanno bersagliato l'edificio con pietre e bottiglie distruggendo i vetri delle finestre e terrorizzando le giovani. L'assalto è avvenuto davanti agli occhi della polizia.

Tunisi (AsiaNews/Agenzie) - Armati di bottiglie, bastoni e pietre un gruppo di islamisti assalta un ostello femminile dell'Università di Tunisi. L'attacco è avvenuto la sera dello scorso 17 aprile davanti agli occhi delle forze dell'ordine che non hanno fatto nulla per fermare i fanatici. Fonti locali raccontano che come ogni mercoledì sera le ragazze si erano radunate nel salone del convitto per ballare e ascoltare musica, quando su denuncia di alcuni vicini l'edificio è stato circondato da decine di salafiti che hanno iniziato a lanciare contro la facciata pietre e bottiglie per fermare la performance, infrangendo i vetri delle finestre e terrorizzando le giovani. Secondo i testimoni, l'attacco è durato circa un'ora.

Ameni, giovane studente, sottolinea che "quanto è accaduto è inaccettabile ... La polizia era presente e non si è mossa. Questo fatto suscita solo ira e paura". Fino ad ora il ministero dell'Interno non rilascia commenti.

Raja Madyouni, amministratore dell'ostello spiega che da tempo l'università ha rafforzato le misure di sicurezza proprio per prevenire gli assalti di salafiti e fanatici. Di recente ci sono stati casi di minacce contro giovani studentesse prese di mira per i loro abiti occidentali, o perché fumavano, o perché sorprese a parlare con giovani di sesso maschile.  

L'assalto all'ostello è solo l'ennesimo caso di intolleranza e imposizione dei costumi islamici in Tunisia, per decenni considerato uno dei Paesi arabi più laici. La scorsa settimana nel sud del Paese, gli islamisti hanno fatto irruzione in una scuola secondaria e aggredito il preside. L'uomo voleva impedire l'accesso a una ragazza con il velo integrale. Alcuni agenti sono intervenuti sul luogo e hanno aperto il fuoco contro gli aggressori uccidendone uno. Ciò ha scatenato l'ira dei salafiti che per vendetta hanno assaltato una caserma di polizia.

La popolazione accusa gli islamisti di aver costituito una sorta di polizia religiosa con cui terrorizzare la gente e imporre la sharia islamica. In questi mesi non si contano i casi di attacchi e minacce dei radicali islamici contro venditori di alcolici, tabaccherie, caffè, parrucchieri, saloni di bellezza, centri culturali. In diverse città turistiche squadre di salafiti hanno interrotto concerti e rappresentazioni teatrali perché giudicate contrarie all'islam.

Il 2 maggio inizierà il processo contro Habib Kozdhogli, responsabile della facoltà di belle arti dell'Università di Tunisi. Nel 2012 il docente aveva lasciato fuori dall'ateneo una studentessa velata. Per i salafiti l'uomo avrebbe maltrattato la giovane, ma secondo diversi testimoni è stata la stessa ragazza aizzata da alcuni islamisti a lanciarsi con violenza contro il professore.   

Dopo la salita al potere del partito islamico "moderato" Ennahda, affiliato ai Fratelli musulmani, la Tunisia, culla della Primavera araba del 2011, si è trasformata in un campo di scontro fra forze laiche e islamisti, che hanno portato il Paese all'instabilità politica, economica e sociale. Il clima di tensione è culminato lo scorso 7 febbraio con l'assassinio di Chocry Belaid, leader carismatico dell'opposizione e membro del  Movimento dei patrioti democratici. Fino ad ora nessun gruppo ha rivendicato l'omicidio, ma si sospetta la mano dell'estremismo religioso islamico.  

 

 

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