18/03/2011, 00.00
TURCHIA
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Turchia, arrestata la “mente” del massacro dei cristiani a Malatya

Un’operazione a vasto raggio in nove province ha portato al fermo di decine di persone sospettate di legami con Ergenekon, un complotto per destabilizzare il Paese. Fra gli arrestati il colonnello Ulger, comandante della gendarmeria a Malatya nel 2007.

 Istanbul (AsiaNews/Agenzie) – Decine di persone sono state fermate in tutta la Turchia in una maxi-operazione condotta nel quadro dell’inchiesta Ergenekon, e collegata all’assassinio brutale di tre missionari protestanti avvenuto nel 2007 a Malatya. (05/02/2009 Un nuovo sospetto nell’uccisione dei 3 cristiani sgozzati a Malatya). L’operazione è stata condotta simultaneamente in nove province su ordine di Zekeriya Öz, il procuratore capo che investiga su Ergenekon, una rete criminale clandestina accusata di tentare di rovesciare il governo creando una destabilizzazione su larga scala nel Paese.

Almeno venti persone sarebbero state arrestate ieri. E fra queste il colonnello in pensione Mehmet Ulger, che era comandante della Gendarmeria provinciale di Malatya nel 2007; Ruhi Abat insegnante nel dipartimento di teologia dell’università Inonu; un sottufficiale della gendarmeria provinciale di Siirt; e un altro sottufficiale della gendarmeria, residente a Mersin. Le persone arrestate sono accusate di aver organizzato omicidi nel quadro del piano Ergenekon per preparare l’esecuzione di un colpo di stato militare.

Fra questi omicidi c’è anche l’esecuzione brutale di tre missionari protestanti della Zirve Publishing House, una piccola casa editrice di materiale cristiano. I primi collegamenti con l’assassinio e gli ambienti militari sono emersi nel 2008, in relazione ad Ulger. Il 18 aprile 2007 i tre cristiani,  Necati Aydın, Uğur Yüksel e un tedesco, Tilmann Ekkehart Geske, furono legati alle loro sedie, torturati e sgozzati nella città dell’Anatolia sud-orientale. Successivamente furono arrestate cinque uomini accusati di essere gli autori materiali del crimine. In totale fino ad oggi nove persone sono sospettate di aver partecipato al massacro.

Nel 2010 un rapporto di polizia rafforzava la tesi di un collegamento fra Ergenekon e Malatya. E aggiungeva l’esistenza di un “Cage Plan” all’interno dell’organizzazione, mirato a colpire esponenti cristiani. Il “Cage Plan” si riferiva esplicitamente all’assassinio del giornalista armeno Hrant Dink, e a quello di don Andrea Santoro a Trebisonda. 

 

 

 

 

 

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