10/04/2007, 00.00
COREA DEL SUD
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Un nuovo scandalo colpisce le ricerche sulla clonazione

di Theresa Kim Hwa-young
Scienziati indipendenti accusano Lee Byung-cheon e Shin Nam-sik, che hanno dichiarato di aver clonato dei lupi, di “manipolazioni ed imprecisioni”. I due ammettono le colpe ma le definiscono non intenzionali. Aperta un’indagine.
Seoul (AsiaNews) – Un nuovo, grande scandalo ha sconvolto la comunità scientifica sudcoreana e le sue ricerche sulla clonazione. Dopo il clamore suscitato dalle false scoperte del “pioniere della clonazione” Hwang Woo-suk, infatti, la Commissione sull’integrità dell’Università nazionale di Seoul ha aperto un’inchiesta sugli studi di Lee Byung-cheon e Shin Nam-sik, che il 26 marzo scorso hanno annunciato di aver clonato dei lupi.
 
I due ricercatori avrebbero mantenuto in vita due femmine di lupo dopo averle clonate alla fine dell’ottobre del 2005. Subito dopo l’annuncio, tuttavia, un gruppo di scienziati indipendenti ha dichiarato di aver trovato errori e manipolazioni nelle pubblicazioni ufficiali che riportano l’esperimento.
 
L’Università ha deciso di investigare: l’accusa è di aver volontariamente costruito dei risultati a tavolino, per “ingigantire i risultati ottenuti”. I due professori, dopo l’attacco, hanno ammesso le imprecisioni ma hanno addossato la colpa sulla rivista che ha pubblicato le loro ricerche. Per Lee, infatti, nessuno dei numerosi errori riscontrati sarebbe intenzionali.
 
Lee Byung-cheon è stato uno degli assistenti di Hwang Woo-suk, che aveva dichiarato di aver clonato con successo cellule embrionali staminali ma poi era stato costretto dalla comunità scientifica internazionale a ritrattare ed ammettere che le ricerche erano state costruite in laboratorio.
 
A causa del suo ruolo nello “scandalo Hwang” – che al momento si trova sotto accusa da parte della magistratura coreana – Lee era stato sospeso per tre mesi dall’esercizio della professione. Al momento, inoltre, deve rispondere di frode ed appropriazione indebita dei fondi pubblici destinati alla ricerca.
 
Kuk Young, direttore dell’Ufficio ricerca dell’Università, si è scusato ieri con l’opinione pubblica nazionale: “Siamo dispiaciuti che un nuovo scandalo abbia colpito il nostro ateneo, ma è impossibile creare un sistema perfetto. Faremo del nostro meglio per rendere ottimali i controlli sulla ricerca”.
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