21 Settembre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 16/08/2012
CINA - TIBET
Un tibetano ucciso, sei arrestati in una protesta contro le miniere cinesi in Tibet
Almeno 1000 tibetani hanno manifestato contro la riapertura di una miniera a Markham. La polizia ha sparato proiettili letali. Le compagnie cinesi non rispettano la sacralità dei luoghi e non si curano dell'impatto ecologico dello sfruttamento. Tashi, il giovane 21enne che si è dato fuoco due giorni fa è morto a Ngaba.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Le forze di sicurezza cinesi hanno ucciso un tibetano e arrestato altri sei mentre cercavano di disperdere una manifestazione di 1000 persone contro la ripresa dei lavori di sfruttamento di una miniera nella contea di Markham.

I poliziotti, secondo la notizia diffusa da Radio Free Asia, hanno lanciato gas lacrimogeni e sparato proiettili letali contro la folla che si era radunata marciando verso il sito della miniera.

Già in passato vi erano state pesanti manifestazioni, ma la polizia era riuscita a disperderle senza troppa violenza. L'uomo ucciso si chiama Nyima; si conoscono solo cinque nomi dei sei arrestati: Dawa, Atsong, Phuntsog Nyima, Jamyang Wangmo e  Kelsang Yudron.

Lo sfruttamento minerario da parte dei cinesi ha portato spesso a scontri con la popolazione tibetana che accusa le compagnie di non considerare la sacralità dei luoghi e l'impatto ecologico delle estrazioni.
Il sottosuolo tibetano è ricco di rame, cromo, ferro, oro, argento, potassio e gas naturali. Lo scorso anno, il governo cinesi ha potenziato gli investimenti per lo sfruttamento minerario della regione.

Intanto, giunge notizia che uno dei due giovani che si erano dati fuoco il 13 agosto a Ngaba è morto. Si tratta del 21enne laico Tashi, che in passato era stato alla scuola del monastero di Kirti (Sichuan).

Il 14 agosto, i ristoranti e i negozi tibetani di Nagba sono rimasti sbarrati in segno di lutto. Dopo le due auto-immolazioni, i capi del monastero di Kirti sono stati chiamati dalle autorità governative per diversi colloqui.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
05/03/2012 CINA - TIBET
Madre tibetana si dà fuoco nel Sichuan; una ragazza si autoimmola nel Gansu
17/06/2011 TIBET - CINA
La Cina chiude il Tibet ai turisti stranieri fino alla fine di luglio
di Nirmala Carvalho
10/03/2011 TIBET - CINA
Il Dalai Lama rinuncia al suo ruolo politico
08/03/2010 CINA - TIBET
Pechino esce allo scoperto: “Sceglieremo noi il prossimo Dalai Lama”
26/01/2010 CINA - TIBET
Nuova politica per il Tibet: repressione e modernizzazione
di Willy Wo-lap Lam

In evidenza
IRAQ-VATICANO
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del vescovo per i primi aiuti
di Amel NonaMons. Amel Nona, vescovo caldeo di Mosul, anch'egli rifugiato, ringrazia tutti i donatori della campagna lanciata da AsiaNews. La situazione è sempre più difficile per il numero enorme di profughi e per l'arrivo dell'inverno e della neve, che rendono impossibile alloggiare nelle tende o all'aperto. La crisi, un'occasione che rende attiva la fede dei cristiani.
ITALIA - IRAQ
Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul". Già raccolti oltre 350mila euro
di Bernardo CervelleraInviate al patriarca di Baghdad e ai vescovi del Kurdistan le donazioni ricevute fino al 31 agosto. La campagna serve a nutrire, alloggiare, vestire, consolare oltre 150mila profughi cristiani, yazidi, turkmeni, sciiti e sunniti, fuggiti dalla violenza dell'esercito del Califfato islamico. Una generosa partecipazione dall'Italia e da tutte le parti del mondo. Donazioni anche da chi è povero e senza lavoro. Una speranza per il mondo, per chi soffre e per chi dona.
IRAQ-ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del Patriarca Louis Sako; le preoccupazioni del vescovo del Kurdistan
di Bernardo CervelleraIl capo della Chiesa caldea ringrazia per la campagna di AsiaNews e spera che "questa catena di solidarietà si allunghi". Aiutare i profughi a rimanere in Iraq. Ma molti vogliono fuggire all'estero. Il vescovo di Amadiyah, che ha accolto migliaia di sfollati nelle chiese e nelle case: Aiutiamo anche arabi (musulmani) e yazidi, in modo gratuito e senza guardare alle differenze confessionali.

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate