18/04/2018, 12.21
RUSSIA
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Una preghiera di riconciliazione nazionale sulla nave della Rivoluzione

di Vladimir Rozanskij

Una messa è stata celebrata sull’Aurora, l’incrociatore legato ai primi fondamentali momenti della rivoluzione bolscevica. “La fede ortodossa può riconciliare le persone che hanno idee diverse, e che appartengono a diversi gruppi sociali”.

 

Mosca (AsiaNews) - Il 15 aprile scorso è stata celebrata una Divina Liturgia sull’incrociatore “Aurora”, nella cappella della nave dedicata a s. Nicola, 100 anni dopo la rivoluzione d’ottobre. La Messa è stata presieduta da un parroco di San Pietroburgo, il protoierej Aleksandr Tkachenko, di fronte ai cadetti della Scuola navale militare, ai membri dell’equipaggio e agli ufficiali della storica nave da guerra.

L’Aurora è un incrociatore di prima classe della flotta russa del Baltico che si trovò al centro delle insurrezioni nella capitale russa, che nel 1917 si chiamava Pietrogrado (nome “russificato” di San Pietroburgo, per l’inimicizia con i tedeschi durante la Prima guerra mondiale). La nave era ancorata al porto cittadino, sulla foce del fiume Neva, per le riparazioni necessarie dopo una serie di gloriose battaglie negli anni precedenti. L’equipaggio costretto all’attesa, impaziente di riprendere le attività belliche, diventò uno dei principali gruppi di agitatori nelle sollevazioni di febbraio, quando la protesta popolare per le difficoltà causate dalla rovinosa partecipazione russa alla guerra si concluse con il rovesciamento del regime e dello stesso zar Nicola II, che rinunciò al trono e venne poi ucciso dai bolscevichi a Ekaterinburg insieme a tutti i membri della famiglia, nel luglio 1918.

La rivoluzione cominciò l’8 marzo 1917 (25 febbraio, secondo il vecchio calendario), con uno sciopero della fabbrica vicina al porto e la protesta delle donne che chiedevano il pane. Fu l’evento, poi ricordato con la festa delle donne dell’8 marzo, che scatenò tutti gli altri eventi tumultuosi. La guarnigione che sorvegliava il Palazzo d’inverno era costituita per lo più da ragazzi inesperti, a causa della mobilitazione al fronte di tutte le forze migliori. Il comandante dell’Aurora mise agli arresti i più esagitati tra i suoi marinai, e si pensava di utilizzare la nave come prigione galleggiante per i rivoltosi. Ci furono sparatorie, seguite dall’occupazione della nave dai comitati operai venuti in soccorso dell’equipaggio: fu l’episodio che segnò la capitolazione delle guardie della capitale, anche per la rinuncia degli ufficiali dell’incrociatore a far uso delle armi contro la folla.

Nei mesi successivi, sotto i governi provvisori di L’vov e Kerenskij, la nave rimase a guardia degli eventi vicino ai palazzi del potere, guidata da un comitato rivoluzionario. A settembre venne eletto presidente un macchinista bolscevico, A. Belishev, che fece muovere la nave verso il Palazzo d’inverno la notte del 7 novembre (25 ottobre), data della rivoluzione, segnata dal colpo di cannone dell’Aurora; la minaccia di bombardare il Palazzo indusse Kerenskij alla resa. Da allora l’incrociatore è rimasto nel canale vicino ai luoghi storici della presa del potere bolscevica, come museo della rivoluzione e sede dell’Accademia navale.

Il celebrante della liturgia p. Tkachenko ha sottolineato che “oggi chi lavora su questa nave è animato da una profonda fede cristiana”. La cappella della nave, restaurata nel 2016, non sarà una parrocchia, ma le funzioni verranno celebrate regolarmente per i membri dell’equipaggio, gli ufficiali e gli studenti dell’Istituto navale Nakhimovskij. “Si tratta di una preghiera di riconciliazione nazionale”, ha commentato il sacerdote, ricordando tutti i protagonisti dei fatti di cento anni fa, “sia quelli che stavano dalla parte dei rossi, sia dei bianchi, chi vedeva il futuro del paese nella continuazione con il passato regime e quanti volevano cambiare tutto. La fede ortodossa può riconciliare le persone che hanno idee diverse, e che appartengono a diversi gruppi sociali”.

 

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