20/05/2020, 10.23
CINA-USA-ONU
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Un’inchiesta indipendente sull’operato dell’Oms: non ora, ma ‘al più presto’

La risoluzione, presentata dalla Ue, non è stata ostacolata dagli Usa e accettata dalla Cina. Rimandata la discussione sull’accoglienza di Taiwan come osservatore. La corsa alla produzione del vaccino e alla sua distribuzione.

Ginevra (AsiaNews) – i 194 Stati membri dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno deciso all’unanimità di varare un’inchiesta indipendente sulla pandemia e sull’operato dell’organismo durante la crisi. La mozione, presentata ieri dall’Unione europea all'assemblea virtuale dell'Oms, è stata sostenuta anche da Stati Uniti e Cina.

Fino a ieri gli Usa avevano minacciato di tagliare i fondi all’Oms e di uscire dall’organismo se entro 30 giorni non si dà ragione del modo in cui nella crisi pandemica abbia agito l’organismo Onu della salute, bollato come “un pupazzo della Cina”. L’Oms è accusato anche da altri Stati di aver subito l’influenza di Pechino (e di Xi Jinping) nel denunciare in ritardo la trasmissione da uomo a uomo del virus, e nel dare tardi l’allarme mondiale, favorendo la diffusione del Covid-19.

Allo stesso modo, fino a ieri la Cina aveva difeso la “trasparenza” del suo modo di fare e sostenuto il valore dell’Oms, rifiutando un’inchiesta indipendente da attuare al presente.

La risoluzione votata esige una “valutazione imparziale, indipendente e completa”, non da subito, ma “al più presto”.

Gli Stati Uniti l’hanno definita “un primo passo critico” per verificare il ruolo dell’Oms nell’affrontare le crisi pandemiche. Zhao Lijian, portavoce del ministero cinese degli Esteri, ha detto che la risoluzione è in linea con quanto ha sempre detto Pechino e che l’inchiesta va fatta “al tempo opportuno”.

L’assemblea di due giorni ha rimandato a un futuro raduno la proposta di far rientrare Taiwan fra gli osservatori dell’Oms, da cui è stata esclusa per volere della Cina popolare.

Sempre più emerge la fragilità dell’organismo Onu, che sembra non avere alcun potere legale davanti ai Paesi che pure hanno accettato le regole internazionali sulla salute.

Un nuovo fronte di battaglia sarà quello del vaccino contro il Covid-19. Molti Paesi, fra cui l’Unione europea, spingono alla collaborazione mondiale per trovare un vaccino che sia poi distribuito a tutti, anche ai Paesi poveri. Stati Uniti e Cina stanno facendo ricerca per contro proprio anche se entrambi promettono un prezzo basso per l’antidoto.

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