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  • » 01/08/2017, 14.46

    VATICANO

    Vaticano: Messaggio per un turismo sostenibile e strumento di sviluppo



    È il primo messaggio sul tema da parte del Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale, voluto da papa Francesco. Il turismo rappresenta “il 10% del Pil e il 7% del totale delle esportazioni”; 1 persona su 11 è impiegata nel settore. La sostenibilità del turismo deve salvaguardare l’ambiente, il patrimonio culturale dei popoli, la dignità dei lavoratori, le persone svantaggiate. La sintonia fra il Dicastero e l’Onu.

    Città del Vaticano (AsiaNews) - Il Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale, da poco costituito nella Santa Sede, per la prima volta nella sua storia ha diffuso oggi un Messaggio per la Giornata mondiale del turismo. Tale Giornata sarà celebrata il 27 settembre; il Messaggio porta la data del 29 giugno.

    Il tema, “Turismo sostenibile: uno strumento per lo sviluppo”, è lo stesso della Giornata, voluta dall’Organizzazione mondiale del turismo e fatto proprio anche dall’Onu che ha dichiarato il 2017 “Anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo”.

    IL documento fa anzitutto notare che il turismo è una voce importante nell’economia mondiale: “Secondo l’ultimo Barometro dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, riferito al 2016, ammonta intorno a 1.235 milioni il numero di arrivi turistici internazionali. A livello mondiale, il settore rappresenta il 10% del Pil e il 7% del totale delle esportazioni, tenuto conto che 1 su 11 posti di lavoro si trova nel turismo”.

    Per questo, “il turismo può essere uno strumento importante per la crescita e per la lotta alla povertà”. Ma - come afferma la dottrina sociale della Chiesa - lo sviluppo non è solo legato alla crescita economica, ma deve essere “integrale”, “volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo”.

    Per il Dicastero vaticano, il concetto di “sviluppo integrale” è vicino al concetto di “sviluppo sostenibile” introdotto dall’Onu fin dagli anni ’80 del secolo scorso.

    Anche il turismo deve essere “sostenibile”: “deve essere responsabile, non distruttivo né dannoso per l’ambiente e per il contesto socio-culturale su cui incide, in particolare rispettoso verso le popolazioni e il loro patrimonio, teso alla salvaguardia della dignità personale e dei diritti lavorativi, e, non ultimo, attento alle persone più svantaggiate e vulnerabili”.

    Per le Nazione Unite il turismo sostenibile è “strumento positivo per combattere la povertà, proteggere l’ambiente, migliorare la qualità della vita e rendere donne e giovani economicamente autonomi e protagonisti, così come il contributo del turismo stesso alle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, in particolar modo nei Paesi in via di sviluppo”.

    Forte di questa consonanza fra il Dicastero e l’Onu, il Messaggio elenca i caratteri specifici della promozione dello sviluppo “alla luce del Vangelo”: “Riconosciamo Dio come Creatore dell’universo e Padre di tutti gli uomini, che ci rende fratelli gli uni gli altri. Mettiamo al centro la persona umana; riconosciamo la dignità di ciascuno e la relazionalità tra gli uomini; condividiamo il principio del comune destino della famiglia umana e la destinazione universale dei beni della terra. L’essere umano non agisce, così, come padrone, ma come ‘amministratore responsabile’. Nel riconoscerci fratelli, comprenderemo ‘il principio di gratuità e la logica del dono’, e i nostri doveri di solidarietà, giustizia e carità universale”.

    Da qui, il Messaggio fa emergere una domanda: “in quale modo questi principi possono dare concretezza allo sviluppo del turismo? Quali conseguenze derivano per i turisti, gli imprenditori, i lavoratori, i governanti e le comunità locali? È una riflessione aperta”.

    Il Dicastero invita “tutte le persone coinvolte a impegnarsi in un serio discernimento e a promuovere pratiche in questa linea, accompagnando comportamenti e cambiamenti negli stili di vita a un modo nuovo di porsi in relazione con l’altro” e accenna soltanto ad alcune esperienze in campo cattolico di “’turismo di comunità’, ‘di cooperazione’, ‘di solidarietà’, e nella valorizzazione anche del grande patrimonio artistico che è una vera e propria ‘via di bellezza’”.

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