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  • » 29/11/2004, 00.00

    CINA

    Ventimila minatori uccisi ogni anno per saziare la sete di energia



    La maggior parte degli incidenti in miniera  è dovuta alla mancanza di sicurezza e all'incapacità del governo a far rispettare le regole. In cambio di bustarelle le autorità corrotte spesso chiudono un occhio.

    Pechino (AsiaNews/Agenzie) -  Per soddisfare l'altissima richiesta di carbone la Cina paga un prezzo impressionante: ogni anno circa 20 mila minatori muoiono vittime del boom economico e della sete di energia.

    Con un prodotto interno lordo che cresce al ritmo del 9,3% all'anno, il bisogno energetico della Cina dipende al 70% dal carbone. E per questo bisogna trovarne quanto più possibile. L'anno scorso la produzione di tale "oro nero" è stata di 1,7 miliardi di tonnellate, il 54% in più rispetto al 1999. Nonostante ciò, la mancanza di energia ha creato serie crisi e black-out ovunque nel paese. L'uso del carbone è causa di un immenso disastro ecologico, ma è anche causa di un altrettanto immenso disastro umano: ricchezza e aumento della produzione sono spesso ottenuti a prezzo di sofferenze e di mancanza di sicurezza sul lavoro.

    Le statistiche ufficiali mostrano che la Cina è il paese al mondo con il più alto numero di morti in miniera: più di 7.200 minatori di carbone muoiono ogni anno per esplosioni di gas, allagamenti dei cunicoli, crolli delle gallerie, ecc.. Ma secondo gruppi per i diritti dei lavoratori la cifra reale potrebbe aggirarsi sui 20 mila uccisi, dato che molte morti vengono nascoste e non appaiono nelle statistiche ufficiali per diverse ragioni.

    L'esplosione di gas avvenuta nello Shaanxi ieri 28 novembre – con un bilancio provvisorio di 25 morti e 141 dispersi, e forse morti – ha riportato alla ribalta tutte le questioni. I sopravvissuti all'esplosione accusano l'amministrazione di non preoccuparsi della sicurezza. Gli abitanti nelle baracche all'interno della miniera di Chenjiashan dicono che due giorni prima dell'incidente,  i minatori avevano avvertito della presenza di alti livelli di gas nelle gallerie. Ma i capi hanno fatto continuare il lavoro per accrescere i profitti. A causa dei problemi di trasporto, in Cina molte centrali di energia hanno depositi quasi vuoti e cercano disperatamente rifornimenti di carbone.

    Esperti affermano che la maggior parte degli incidenti nelle miniere sono causati dai bassi livelli di sicurezza e dall'incapacità del governo a verificarne l'applicazione.

    Pechino dice di aver chiuso almeno 60 mila piccole miniere negli ultimi 10 anni perché considerate a rischio e inefficienti. Ma la richiesta sempre più alta di energia ha portato alla loro riapertura.

    In cambio di bustarelle autorità locali corrotte chiudono spesso un occhio sulle miniere a rischio. Inoltre, la maggioranza delle 28 mila miniere sono ormai private e per il governo è alquanto difficile il loro controllo.

    La produzione di carbone aumenta del 15% ogni anno. Questo fa della Cina il più grande produttore di carbone per nutrire sia la fame di energia che quella di acciaio, legata al boom delle costruzioni. Il governo ha investito grandi capitali nella costruzione di centrali idroelettriche e dighe; sta pianificando la costruzione di impianti nucleari, ma analisti dicono che tutto questo va a soddisfare solo una piccola percentuale del fabbisogno energetico della Cina, che dipenderà dal carbone ancora per molti anni.

    Quest'anno la produzione di carbone si aggira su 1,9 miliardi di tonnellate. Intanto le autorità continuano a ripetere che bisogna fare di più per migliorare la sicurezza dei lavoratori nelle miniere statali e private. I minatori in Cina sono circa 3,4 milioni. Nonostante i pericoli e le promesse non mantenute del governo, essi continuano a rischiare la loro vita, non avendo altre alternative di lavoro. Molti di essi sono contadini migranti che dalle zone più povere del paese vanno nelle aree minerarie – come lo Shaanxi – guadagnando circa 1000 yuan al mese (circa 100 euro): una miseria, ma molto più di quanto un contadino può ricavare dall'agricoltura. I più sono rassegnati al fatto che con questo lavoro potrebbero anche morire.

     

    Maggiori incidenti minerari per l'anno 2004

    20 novembre : 65  minatori muoiono in una miniera di ferro a Shahe (Hebei)

    13 Novembre: 19 minatori muoiono per un'esplosione di gas a Chengdu (Sichuan)

    11 Novembre: 33 minatori muoiono a Pingdingshan (Henan)

    20 Ottobre: 148 minatori muoiono in un'esplosione a Xinmi (Henan)

    15 Giugno: 22 minatori muoiono nella Miniera n. 1 di Huangling (Shaanxi)

    30 Aprile: 36 minatori muoiono in un'esplosione a Linfen (Shaanxi)

    1 Marzo: 28 minatori muoiono in un'esplosione a Jiexiu (Shaanxi)

    23 Febbraio: 37 minatori muoiono in un'esplosione a Jixi (Heilongjiang)

    11 Febbraio: 25 minatori muoiono per un'esplosione a Liupanshui (Guizhou)

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