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» 08/04/2010
CINA - VATICANO
Vescovo agli arresti domiciliari: si rifiutava di celebrare con un altro vescovo scomunicato
di Wang Zhicheng
Il vescovo è stato istallato oggi ufficialmente, ma non accettava di concelebrare con Ma Yinglin, ordinato nel 2006 senza il permesso della Santa Sede. Costretto, ha annunciato in pubblico che la cerimonia con Ma era contro la sua volontà.

Pechino (AsiaNews) – Mons. Mattia Dujiang, vescovo di Bameng è agli arresti domiciliari. Lo confermano ad AsiaNews fonti locali. Proprio oggi il vescovo è stato istallato in modo ufficiale nella cattedrale. Le stesse fonti spiegano che il motivo dell’arresto è il suo rifiuto esplicito a concelebrare con un vescovo scomunicato, ordinato nel 2006 senza il permesso della Santa Sede.
  
Mons. Du è vescovo da 6 anni di Bameng (Mongolia Interna). Era stato ordinato in segreto, con l’approvazione vaticana, ma senza il permesso dell’Associazione patriottica, l’organismo che vuole edificare una Chiesa nazionale separata dalla Santa Sede.
 
Finora mons. Du, 47 anni, non aveva mai potuto parlare in pubblico in qualità di vescovo; negli incontri non poteva portare berretta, né croce pettorale. La cerimonia di oggi, nella cattedrale di Sanshenggong doveva essere un’istallazione ufficiale, in cui il vescovo veniva riconosciuto anche dal governo. Ma l’Ap ha preteso che alla cerimonia concelebrasse anche mons. Giuseppe Ma Yinglin, ordinato in modo illecito il 30 aprile 2006, su cui pesa una scomunica latae sententiae.
 
Proprio alcune settimane fa la Commissione vaticana per la Chiesa in Cina ha diffuso un comunicato in cui si chiede ai vescovi legati al pontefice di evitare “di porre gesti (quali, ad esempio, celebrazioni sacramentali, ordinazioni episcopali, partecipazione a riunioni) che contraddicono la comunione con il Papa”.
 
Proprio per questo mons. Du ha resistito fino alla fine, rifiutando la presenza di Ma Yinglin. Nonostante ciò il vescovo patriottico Ma è giunto da Pechino e si è imposto per concelebrare. Mons. Du ha voluto dire in pubblico che egli è stato costretto “contro la sua volontà” a partecipare alla messa con Ma Yinglin. Per questo ora egli è agli arresti domiciliari. La città da giorni è presidiata da forze di sicurezza: internet e telefoni sono sotto controllo.
 
Alcuni cristiani cinesi hanno commentato ad AsiaNews: “Il coraggio di mons. Du è esemplare. Speriamo lo seguano molti altri vescovi. Corre voce che nelle prossime settimane ci saranno altre ordinazioni e Ma Yinglin vuole presiedere a tutte”.
 
Da almeno due anni l’Ap sta cercando di convincere i vescovi della Chiesa ufficiale ad accettare Ma Yinglin come presidente nazionale dell’Ap.

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