29 Agosto 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 27/10/2008
IRAQ – VATICANO
Vescovo caldeo: Appello per Mosul, svuotata dei cristiani
di Rabban Al-Qas
Sulla spinta dell’appello di Benedetto XVI, mons. Rabban Al Qas, vescovo di Ammadiya ed Erbil, chiede al premier al Maliki e alle forze americane, di assumersi la responsabilità per le violenze che si abbattono sui cristiani, frutto di un fondamentalismo intollerante che non è mai stato fermato. Una richiesta anche al mondo islamico perché condanni quanto avviene a Mosul. Domani a Erbil incontro dei vescovi caldei e del nunzio vaticano.

Erbil (AsiaNews) – La situazione di Mosul (nord Iraq) continua ad essere incandescente. In poche settimane vi sono stati 14 morti e oltre 10 mila cristiani in fuga. Le autorità si rimbalzano l’un l’altro le responsabilità, mentre sale la carneficina. Mons. Rabban Al Qas, vescovo di Arbil ci ha inviato questo appello che volentieri pubblichiamo. Intanto, lo stesso vescovo informa che da domani e per tre giorni 12 vescovi caldei si incontrano ad Erbil insieme al Nunzio vaticano in Iraq per valutare la situazione.

 

Mediante l’agenzia AsiaNews voglio invitare tutti gli uomini di buona volontà, coloro che rispettano l’uomo e tutti i credenti in Dio a condannare con forza i crimini che vengono perpetrati contro i cristiani in Iraq, e in particolare quelli che avvengono a Mosul in questi ultimi giorni.

Mi conforta l’appello che il Santo Padre Benedetto XVI ha lanciato ieri all’Angelus. Il Papa è l’unico che non ci dimentica e le sue parole mostrano quanto noi siamo vicini al suo cuore.

Il suo appello di ieri domandava anche un impegno più deciso delle “autorità civili e religiose” a ristabilire la legalità e la convivenza.

Quanto avviene oggi a Mosul è frutto proprio di questa immobilità statale, insieme a una mentalità contorta, fanatica e integrista.

Questa tragedia – che ricorda la situazione dei cristiani nei primi secoli – è cominciata subito dopo la caduta di Saddam Hussein nel 2003. Migliaia di cristiani e di kurdi musulmani sono stati cacciati, uccisi, rapiti, obbligati ad abbandonare Mosul. Ormai restano meno di un quarto della popolazione cristiana di un tempo.

Le minacce, le sanzioni, le discriminazioni, i riscatti, la propaganda islamica nelle scuole, gli slogan sui muri, hanno spinto perfino i musulmani moderati a non difendere più i loro fratelli cristiani dall’intolleranza. Una volta essi aprivano le loro case ai cristiani; ora per paura del fanatismo e del terrorismo, non osano nemmeno mostrarsi amici o conoscenti dei cristiani.

Ciò che succede in questi giorni è frutto di un lungo silenzio del primo ministro irakeno e del suo governo di Baghdad, incapace di fermare l’ondata di violenze contro i cristiani. Ciò che succede in questi giorni è responsabilità loro, senza dimenticare le responsabilità delle forze americane e dei rappresentanti delle Nazioni Unite. Quello che succede a Mosul avviene sotto i loro occhi: i terroristi uccidono, mettono bombe alle case e alle chiese, cacciano via i cristiani senza che le autorità di Mosul facciano un minimo gesto in difesa di coloro la cui colpa è solo quella di essere discepoli di Gesù Cristo.

Davanti a questo quadro triste e terribile, io rinnovo il mio appello al premier al-Maliki, che dichiara “Al Qaeda responsabile di tutto ciò”. Invece tocca a lui, come autorità, ristabilire la pace senza scaricarsi delle responsabilità verso i cristiani. La costituzione deve riconoscere e assicurare i diritti di tutti, compresi i cristiani. Fino ad ora l’unico asilo sicuro dei cristiani irakeni è solo la zona del Kurdistan.

Il mio appello si rivolge anche al mondo musulmano perché denuncino ciò che succede a Mosul, perché l’amore e il rispetto dell’altro possa rendere tutti gli uomini più felici vivendo nella pace.

 

 

Rabban Al Qas

Vescovo di Ammadiya ed Erbil

Kurdistan d Iraq


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
22/10/2008 IRAQ
Vescovo caldeo di Kirkuk: A Mosul si cancellano i cristiani per motivi politici
23/10/2008 IRAQ
Nuove violenze a Mosul: padre e figlio uccisi perché cristiani
10/05/2007 IRAQ
Leader cristiani si uniscono all’appello del Patriarca Delly per salvare l’Iraq
03/06/2007 IRAQ
Ucciso un sacerdote caldeo e tre diaconi a Mosul
13/03/2009 IRAQ
Kirkuk, cristiani e musulmani pregano per mons. Rahho e per i martiri irakeni
di Louis Sako*

In evidenza
IRAQ-ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del Patriarca Louis Sako; le preoccupazioni del vescovo del Kurdistan
di Bernardo CervelleraIl capo della Chiesa caldea ringrazia per la campagna di AsiaNews e spera che "questa catena di solidarietà si allunghi". Aiutare i profughi a rimanere in Iraq. Ma molti vogliono fuggire all'estero. Il vescovo di Amadiyah, che ha accolto migliaia di sfollati nelle chiese e nelle case: Aiutiamo anche arabi (musulmani) e yazidi, in modo gratuito e senza guardare alle differenze confessionali.
ITALIA - IRAQ
"Adotta un cristiano di Mosul", rispondere nei fatti e con la vita all'emergenza irachenaAsiaNews lancia una raccolta fondi per sostenere i fedeli nel mirino dello Stato islamico, dopo le richieste del Patriarca di Baghdad e il pressante appello di papa Francesco "a assicurare gli aiuti necessari, soprattutto quelli più urgenti, a così tanti sfollati, la cui sorte dipende dalla solidarietà altrui". Oltre 100mila persone sono state costrette a fuggire dalle loro case senza niente addosso, e ora non hanno di che vivere. Per aiutarli, bastano 5 euro al giorno: i fondi raccolti saranno inviati al Patriarcato di Baghdad, che provvederà a distribuirli secondo i bisogni di ogni famiglia.
CINA-VATICANO
Vescovo e sacerdoti di Wenzhou denunciano la campagna del governo contro le croci e le chiese del Zhejiang
di Eugenia ZhangPer mons. Vincenzo Zhu Weifang, della Chiesa ufficiale, la campagna di distruzione aumenta l'instabilità sociale. E' vera persecuzione contro la fede cristiana. Il vescovo si scusa per non essere intervenuto prima: sperava che la campagna finisse presto. Fedeli cattolici e protestanti sono rimasti feriti per difendere i loro edifici sacri. I sacerdoti di Wenzhou: la campagna è ingiusta e colpisce anche edifici in regola. Questi "atti stupidi" del governo provocano una distruzione dell'armonia sociale.

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate