16/12/2010, 00.00
INDIA
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Vescovo dell’Orissa: Natale, occasione per costruire un clima di pace con i non cristiani

di Santosh Digal
A tre anni dai pogrom del dicembre 2007 i cristiani di Kandhamal temono nuove violenze in vista del Natale. Mons. Cheenath, arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, invita fedeli e religiosi ad essere esempio di pace per rimuovere il clima di odio verso i cristiani. “Cerchiamo di essere migliori non solo con i nostri fratelli cristiani, ma anche con i fratelli e le sorelle di altre fedi, poiché il Signore vuole che tutti siano salvi ".

Bhubaneswar (AsiaNews) – Con l’avvicinarsi del periodo natalizio, i cristiani dell’Orissa vivono ancora la paura dei pogrom iniziati proprio nel dicembre 2007. In questi giorni mons. Raphael Cheenath, arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, ha invitato sacerdoti, religiosi e fedeli ad essere vigili, ma anche a costruire un clima di pace e armonia con gli indù in vista del Natale.   

"E 'necessario - ha affermato - rimuovere il veleno che è stato iniettato nelle menti delle persone contro i cristiani. Vi prego di vivere e agire con questa prospettiva. Questo è ciò che dobbiamo fare per non rischiare di trovarci in guerra con le persone che vogliono spazzare via i cristiani da Kandhamal e dal resto dell’India”.

"Per questa ragione – ha continuato -  con grande gioia e speranza noi accogliamo Cristo in mezzo a noi. Dopo le persecuzioni avvenute nel  2007 e nel 2008 la Sua venuta  è per noi qualcosa di più rilevante ed essenziale, perché solo Gesù ci consente di stare insieme e ci guiderà a formare una comunità in cui saremo in grado di vivere in pace e armonia ".  "Cerchiamo – ha aggiunto - di essere migliori non solo con i nostri fratelli cristiani, ma anche con i fratelli e le sorelle  di altre fedi, poiché il Signore vuole che tutti siano salvi ".

Intanto, Kishen Kumar amministratore del distretto di Kandhamal ha assicurato all’arcidiocesi che l’amministrazione provvederà a rendere sicure chiese, abitazioni nelle aree cristiane durante le celebrazioni natalizie.

Le violenze, esplose nel distretto di Kandhamal tra il dicembre 2007 e l’agosto del 2008, hanno provocato centinaia di vittime tra sacerdoti, religiosi e laici. Decine di chiese e scuole gestite dai cristiani locali, sono state distrutte, con false accuse di proselitismo. Oltre 50mila persone sono state costrette dalla comunità indù ad abbandonare le proprie terre per cercare rifugio altrove.  Da due anni la popolazione ritornata nei propri villaggi vive con il terrore di nuovi pogrom da parte degli estremisti indù.  A tutt’oggi, gran parte degli autori dei crimini sono in libertà e al processo presso il tribunale di Kandhamal i testimoni sono stati messi a tacere, con minacce e discriminazioni.

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